Sul gas naturale sotto l’Adriatico tre giorni di workshop a Ravenna
RAVENNA – L’Adriatico è in grande spolvero sulle problematiche ambientali: che però non possono, né devono – secondo molti – condizionare la ricerca e l’utilizzazione “consapevole” delle ricchezze energetiche del sottosuolo.
Se ne parlerà da oggi, mercoledì 27 marzo, fino a venerdì 29 nell’edizione 2019 di OMC (“Offshore Mediterranea Conference”) all’interno del Pala De André. Sono protagoniste le aziende associate al ROCA (Ravenna Offshore Contractors Association), cioè che operano nel settore Oil&Gas e hanno interesse e tecnologie per le esplorazioni nelle acque profonde in Mediterraneo. Aprirà i lavori il presidente Franco Nanni. Tema dell’incontro: “Expanding Mediterranean Energy Secotor: Fuelling Regional growth”.
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Il punto di partenza è che nell’area mediterranea la ricerca degli idrocarburi è in pieno svolgimento, con tecnologie più o meno avanzate; ma in Italia da una quindicina d’anni – sostengono gli organizzatori di OMC – non si fanno né investimenti di ricerca in questo campo, né si considerano i valori che potremmo ottenere da una serie di prospezioni. “Sempre nel pieno rispetto dell’ambiente” – dice un documento che sarà consegnato al sottosegretario alla presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti – “come le tecnologie italiane oggi permettono di fare”.
L’Adriatico in particolare avrebbe ancora riserve di gas naturale che consentirebbero di ridurre la dipendenza dal gas importato. Secondo ROCA l’Italia potrebbe raddoppiare l’attuale produzione, con un beneficio sia per le bollette di casa e delle aziende, sia per le casse dello Stato. Il distretto di Ravenna inoltre è fra i più attrezzati d’Italia, con una cinquantina di aziende associate, quasi cinquemila dipendenti e un fatturato di oltre un miliardo di euro all’anno.
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