Salvare il mare: gli studi e i sogni
LIVORNO – Per qualcuno sta diventando un pericoloso Molok, che rischia di inquinare – nel nome del disinquinamento – molti dei principi sui quali si basa la società moderna. Ma l’Ambiente – con la A maiuscola – se si presta, come dicono i critici, anche alle grandi adunate degli studenti che rimediano un giorno di vacanza sul richiamo di una ragazzina scandinava, è anche alla base di una necessaria presa di coscienza sui processi inquinanti. In terra, in mare e in cielo – dicono gli scienziati – stiamo inquinando più di quello che la natura riesce a smaltire.[hidepost]
In questi giorni, a supportare certe analisi, arrivano gli atti del simposio internazionale CNR-IBIMET dell’anno scorso proprio a Livorno, nella sede (di allora: oggi non più!) del LEM, sul “Monitoraggio costiero del Mediterraneo”. Supportato dalla Regione Toscana, dall’università di Firenze, dall’AdSP del Tirreno settentrionale, da gruppi di studio e università anche della Sardegna, del sud Italia, di Malta e della Grecia, il Simposio ha messo insieme un ponderoso elenco di studi e di dati. Aprendo anche la strada alla prossima edizione, che si terrà nel giugno dell’anno 2020 ancora a Livorno. Un anno – ricordiamolo – che vedrà partire i regolamenti IMO sui carburanti a zolfo ridotto, con tutte le conseguenze del caso.
La protezione dell’ambiente marino sembra oggi diventata qualcosa di più di un’aspirazione. E ci piace prendere come simbolo delle iniziative in corso la foto in prima pagina, quella di un “orto subacqueo” che sembra presa dalla fantascienza ma è invece già in sperimentazione. Della serie: a volte la realtà corre più della fantasia. A volte: per fortuna.
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