Tempo per la lettura: 2 minuti

Formazione Sisam alle sfide nel mondo

Nella foto (da sx): Dardani, P.L. Maneschi, A. Maneschi.

LIVORNO – Nel mondo che cambia con la rapidità supersonica, anche il lavoro cambia: e i giovani che aspirano a non essere tagliati fuori, devono avere fin da subito una visione globale, una formazione intercontinentale. Meglio ancora: la mente sempre aperta e la valigia sempre chiusa, pronti a proiettarsi ovunque.

È la filosofia espressa da due imprenditori della logistica diventati da tempo intercontinentali e multiculturali: Pier Luigi Maneschi, titolare della Sisam ma anche di imprese terminalistiche e armatoriali radicate in mezzo mondo, e suo figlio Antonio. Una filosofia espressa davanti a un’ottantina di giovani dipendenti della Sisam, riuniti per l’occasione di fine corso formativo proprio nella sede livornese. Il corso, organizzato per 24 giovani dipendenti del gruppo, è stato finanziato con i Fondimpresa ed ha battuto molto, con insegnanti ad hoc, sulla formazione non solo professionale ma anche culturale ed educativa proiettate verso la necessità di essere cittadini del mondo: pronti a percorrerlo in lungo e largo, pronti specialmente a capire le culture tecnicamente più avanzate, facendone tesoro per se stessi e per l’azienda.

[hidepost]

L’incontro è stato introdotto dal giornalista Bruno Dardani, già firma marittimista di importanti quotidiani e vicino da decenni alla crescita e allo sviluppo del gruppo Maneschi. Dardani ne ha ripercorso velocemente la storia, dalla partenza a Livorno come agenzia marittima agli ultimi sviluppi globalizzati: ricordando come alla base del successo di Pier Luigi Maneschi e del figlio Antonio ci siano state oltre alle indubbie capacità di imprenditori anche quelle di essersi aperti prima di molti altri alla visione cosmopolita del mondo marittimo e portuale, facendo tesoro di tutte le culture incontrate e non fermandosi mai di fronte alle tante difficoltà che quel mondo quotidianamente presenta. Ai giovani presenti all’incontro, i due manager hanno fornito con i loro interventi, concreti e privi di retorica, una vera e propria lezione di pragmatismo non solo di lavoro ma anche di vita. Il tutto suggellato da un brindisi finale, con gli auguri per un futuro che – ha ricordato Pier Luigi Maneschi – mai come di questi tempi è imprevedibile, ma anche pieno di opportunità per chi ha il coraggio di lanciare l’anima oltre l’ostacolo.

Ecco i nomi dei quattro premiati per la miglior riuscita nel corso: Nicolò Giovannelli, Edoardo Cirri, Giada Rigolo, Cristina Vergili.

Gli altri partecipanti sono: Nicola Gazzarrini, Antonio Abruzzese, Luca Prosetti, Giovani Aquino, Azzurra Romano, Leonardo Zaccagna, Alice Carpentiere, Chiara Abonico, Leandro Bauco, Gianfilippo Piselli, Federico Canossa, Francesca Tognetti, Andrea Burchianti, Erica Riccobono, Claudia Conte, Cristina Cesari, Giacomo Iarrobino, Giacomo Rovini, Niko Ianda, Blendi Smoqi, Davide Passetti, Erika Piccinetti, Elisabetta Berti. (A.F.)

[/hidepost]

Pubblicato il
22 Dicembre 2018

Potrebbe interessarti

La quiete dopo la tempesta

Qualcuno se lo sta chiedendo: dopo la tempestosa tempesta scatenata a Livorno dall’utilizzo del Tdt per le auto di Grimaldi, da qualche tempo tutto tace: sul terminal sbarcano migliaia di auto, la joint-venture tra...

Leggi ancora

Se rullano tamburi di guerra

Facciamo così: se avete voglia di ripassare con me un po’ di pillole di storia, che possono insegnarci qualcosa sull’attuale preoccupante rullo di tamburi di guerra, provo a pescare nella memoria.   Le spese per rinforzare...

Leggi ancora