Tempo per la lettura: 3 minuti

Da Napoli Aponte: armatori, non suicidi

Il creatore del colosso MSC chiarisce le esigenze del comparto – Pochi raffronti con la politica

Gianluigi Aponte

NAPOLI – Nell’ambito delle celebrazioni del Bicentenario della Scuola napoletana d’Ingegneria si è tenuta, come già riferito su questo giornale – nell’aula magna della facoltà una Lectio Magistralis del professor Ennio Cascetta su: “L’era del container: shipping, logistica e globalizzazione” con la partecipazione straordinaria del comandante Gianluigi Aponte, fondatore della Mediterranean Shipping Company (MSC).

L’appuntamento ha preso il via con il saluto del rettore dell’Università di Napoli Federico II, Massimo Marrelli e del preside della Facoltà di Ingegneria, Piero Salatino, che hanno introdotto l’intervento di Ennio Cascetta, ordinario di pianificazione dei Trasporti presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II.

[hidepost]

La Lectio ha tracciato a grandi linee la storia del container che nella sua semplicità 55 anni fa ha prodotto un cambiamento epocale nello shipping, il trasporto delle merci via mare, e ha contribuito fortemente allo sviluppo di quei fenomeni economici e sociali, oggi noti come globalizzazione, che hanno trasformato completamente l’economia e la vita quotidiana.

L’adozione del container ha, infatti, comportato modifiche profonde delle navi, dei porti, dei mezzi di carico e scarico, del trasporto terrestre, dell’intera catena logistica, richiedendo l’impiego di ingenti capitali, di notevoli sforzi organizzativi e commerciali e una profonda riorganizzazione del lavoro. Ha richiesto visione imprenditoriale e comportato tensioni e scontri, anche aspri. Il container concept, di fatto, ha trasformato la movimentazione ed il trasporto delle merci via mare da una attività “artigianale” in un processo “industriale”, garantendo affidabilità, regolarità e sicurezza del trasporto su scala mondiale.

Ad arricchire l’evento odierno la quarantennale esperienza in materia di trasporto di container portata ai giovani studenti della facoltà dall’armatore sorrentino Gianluigi Aponte, a capo del gruppo MSC, attualmente il secondo operatore al mondo nel settore cargo, una multinazionale composta da 40.000 dipendenti e 420 uffici in tutto il mondo, dotata di una flotta di 452 navi da carico che toccano 306 porti nei 5 continenti. Aponte è stato caustico (vedi a lato): siamo armatori, non suicidi, facciamo quello che possiamo sulla base di quanto il porto di Napoli offre.

Un’avventura iniziata nel 1970 quando Aponte, con esperienze precedenti da giovane marinaio oltre ad ex impiegato di banca, divenne capitano nella società di famiglia, un’azienda che gestiva una flotta di barche a vela nel Mediterraneo. Quell’anno acquistò la prima nave da carico, Patricia, l’anno successivo una nave più grande a cui diede il nome di Rafaela e nel 1973 il carrier Ilse. Partecipò all’avventura, come primo agente toscano ed anche amico, l’indimenticato Aldo Spadoni.

Queste tre navi erano inizialmente posizionate nel Mediterraneo, in Africa orientale e nel Mar Rosso e alla fine degli anni ’80 si erano già spinte in Nord America e in Australia. Da quel momento inizia la crescita inarrestabile che ha portato il gruppo MSC nel 2010 a festeggiare i propri 40 anni posizionandosi ai vertici mondiali.

Aponte ha realizzato un boom analogo in ambito crocieristico, con la creazione nel 1988 di MSC Crociere, diventato oggi il quarto gruppo al mondo e leader nel Mediterraneo, in Sud Africa e in Brasile. Nel maggio 2012 sarà varata la nuova ammiraglia, MSC Divina, che porterà la flotta della compagnia a 12 unità e permetterà di raggiungere una capacità di 1,5 milioni di passeggeri annui.

A Napoli le celebrazioni del Bicentenario inaugurate il 4 marzo 2011 alla facoltà di Ingegneria dell’Università si concluderanno esattamente dopo un anno – il 4 marzo 2012 – con l’inaugurazione della sezione storica della Biblioteca di Facoltà che ospiterà la sezione libri antichi, eccezionale patrimonio di esperienze tecnico-scientifiche, didattiche e professionali di cui si intende tramandare la testimonianza alle future generazioni.

L’antica Scuola di Ingegneria, fondata con decreto da Gioacchino Murat, re di Napoli, il 4 marzo 1811, ha rappresentato una delle istituzioni culturali più importanti del nostro Paese. Attraverso i suoi studi intendeva formare la figura professionale dello scienziato-artista, ossia un professionista completo sotto il profilo tecnico-scientifico e umanistico-artistico, che avrebbe quindi incarnato le due anime dell’ingegneria secondo la lezione leonardesca dell’epoca.

Ancora oggi la facoltà di Ingegneria Fridericiana rappresenta un punto di riferimento stabile a livello nazionale e internazionale nella ricerca e nella formazione avanzata.

[/hidepost]

Pubblicato il
29 Ottobre 2011

Potrebbe interessarti

La quiete dopo la tempesta

Qualcuno se lo sta chiedendo: dopo la tempestosa tempesta scatenata a Livorno dall’utilizzo del Tdt per le auto di Grimaldi, da qualche tempo tutto tace: sul terminal sbarcano migliaia di auto, la joint-venture tra...

Leggi ancora

Se rullano tamburi di guerra

Facciamo così: se avete voglia di ripassare con me un po’ di pillole di storia, che possono insegnarci qualcosa sull’attuale preoccupante rullo di tamburi di guerra, provo a pescare nella memoria.   Le spese per rinforzare...

Leggi ancora