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“I.Log”, teu in automatismo

Un sofisticato insieme di piattaforme e di software opera un treno di 55 teu in 40 minuti senza alcun addetto

SAVONA – A vederlo all’opera nel terminal di Vado Ligure sulla piattaforma che diventerà il fiore all’occhiello di Maersk, sembra un po’ di entrare nella fantascienza: un impianto che senza alcun operatore in vista, carica e scarica i contenitori da treno a tir attraverso una serie di piattaforme che si muovono silenziosamente, scegliendo in automatico già mentre il treno è ancora in movimento quali Teu hanno priorità, quale posizione dovranno assumere, in che posizione andranno sistemati. L’impianto si chiama “Metrocargo”, ha ormai superato la fase sperimentale ed è l’applicazione pratica di un brevetto della “I.Log Iniziative Logistiche” Srl di Genova. Ne parliamo con l’amministratore delegato della società ingegner Guido Porta.

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Ingegnere, automatismi a questo livello di sofisticazione non sono certo frequenti, specie nei porti italiani. Puntate sulle banchine come core business?


“Il nostro interesse è operare al servizio della logistica portuale ma non solo. Pensiamo agli interporti, ai grandi nodi intermodali dove tempi e costi di movimentazione sono sempre più determinanti. La mia personale esperienza nel mondo dei trasporti ferroviari cargo mi ha spinto a cercare l’ottimizzazione di questa fase del trasferimento dei contenitori tra le varie modalità. Ma non parlo solo di Teu perché il sistema è flessibile: anche le casse mobili e altri tipi di contenitori sono compatibili”.

In Svizzera operano con sistemi automatizzati che sotto certi aspetti possono sembrare analoghi.


“Conosco bene quei sistemi, ma il nostro è notevolmente più flessibile ed ha anche eliminato il loro principale handicap, quello di richiedere materiale speciale: possono lavorare solo su contenitori speciali, mentre noi siamo, come detto adattabili a ogni tipo e dimensione di materiale normalmente in uso”.

A quale livello di sperimentazione vi trovare oggi?


“Una prima sezione del nostro impianto lavora a Vado a partire da due anni fa, con successivi aggiustamenti e con fasi di collaudo che hanno comportato l’impegno continuativo per due mesi ogni giorno dalle 8 alle 18, corrispondenti a cinquanta treni caricati e scaricati. Abbiamo potuto verificare sia l’affidabilità delle macchine, con il sistema di sollevamento e trasbordo dei contenitori, sia infine i tempi, che rappresentano uno dei nostri punti forti. Fin dall’inizio il sistema automatico ha garantito il 94% degli interventi senza alcun inconveniente e con i successivi aggiustamenti la percentuale di successi è ancora aumentata. Posso considerare il sistema ormai maturo”.

E per quanto riguarda i tempi?


“Premesso che non ci arrestiamo e che continuiamo a migliorare “in progress”, oggi possiamo considerare realistico il tempo di 3 minuti per operare in carico o scarico di un contenitore. Con il numero sufficiente di moduli, cioè con 4 di essi, possiamo operare totalmente un treno da 55 Teu in 40 minuti”.

E dal punto di vista del personale, quanta gente occorre per il sistema?

“Quando parlo di automatismo del processo, intendo un automatismo vero, cioè senza alcun intervento dell’uomo. La macchina opera da sola sin dall’arrivo del treno, che viene scannerizzato attraverso un apposito portale per avere l’immediata disposizione dei contenitori, identificando quelli da scaricare con le relative destinazioni e priorità. C’è un unico punto di controllo generale, con un addetto per eventuali ma improbabili emergenze. Ma niente altro per l’intero processo e l’intero treno”.

Un’ultima domanda: il sistema “consuma” spazio da occupare perennemente, che a volte sulle banchine è davvero carente…

“Non molto più di una fila di Tir o di un grosso portainer. E comunque il sistema si presta al meglio nelle aree retroportuali, dove non interferisce con il ciclo-nave. E proprio a queste puntiamo con le nostre proposte, avendo la consapevolezza che possiamo anche risparmiare spazi preziosi in altezza, lavorando lateralmente anche sotto eventuali linee elettriche”.

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Pubblicato il
6 Luglio 2011

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