OLT fa il pieno di GNL dagli USA
LIVORNO – Una prima nave è già attraccata nei giorni scorsi, con 68 mila tonnellate di GNL dall’Egitto: e il programma è che ne arrivi almeno una alla settimana, per dare respiro alla sete di gas naturale del nostro Paese. Da quello che si è potuto sapere, a inizio settimana ce n’erano almeno 18 provenienti dai depositi americani e dirette in Mediterraneo. Il terminale offshore davanti a Livorno ne ha programmate, appunto, almeno una alla settimana, con portate intorno a quella proveniente dall’Egitto.
In silenzio per adesso, senza far troppo clamore, il terminale OLT sta avviandosi alla funzione di calmierare i prezzi e in particolare di rifornire la rete nazionale. I ritardi accusati dai gasdotti, ma in particolare dal drenaggio del gas da parte della Cina e del Giappone, hanno messo in difficoltà molti paesi europei, con i noti riflessi sui costi delle bollette. Gli esperti sono molto prudenti sulla possibilità che l’afflusso di GNL dagli USA arrivi a ridurre i costi alla bolletta, ma il mercato potrebbe stabilizzarsi nei prossimi mesi, anche in vista della fine dell’inverno. Almeno queste sono le speranze delle imprese che sul GNL contano.
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Rimane l’assurdo di un Paese come il nostro che, specie in Adriatico, galleggia letteralmente depositi di GNL ma che ha chiuso i pozzi già trivellati in omaggio a un ambientalismo di principio. Lo stesso che, in assenza di energia “quasi pulita” come il gas naturale, sta ricorrendo ad acquisti sempre più pesanti all’esterno, dove sono state riattivate anche le centrali a carbone. Le contraddizioni non mancano: si ha notizia anche della bocciatura un deposito di GNL nel porto di Chioggia, fermamente osteggiato da parte della popolazione. Senza che ci sia – al momento – un atto d’imperio del governo per risolvere una volta per sempre la questione dell’energia e dei suoi costi eccessivi.
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