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Il monumento al Villano è davanti al Comune

LIVORNO – Eccolo il monumento al Villano dopo il restauro, nella nuova sede di piazza del Municipio. Come abbiamo scritto, è stato istallato nel nuovo luogo e con un nuovo basamento in pietra chiara in occasione della ricorrenza del 415° anniversario dell’elevazione di Livorno a Città nel 1606. L’opera, in precedenza si trovava in Largo Fratelli Rosselli, sui Fossi.

Sono stati il sindaco Luca Salvetti e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani a togliere il drappo amaranto che copriva la statua, alla presenza di Lenny Bottai dell’Associazione “Repubblica dei villani”.

“Oggi si festeggiano due eventi: il 415° anniversario dell’elevazione di Livorno a Città e la conclusione positiva di un percorso articolato”, ha dichiarato il sindaco Luca Salvetti durante la cerimonia avvenuta nel rispetto delle normative anti-Covid -19.

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“L’Associazione “Repubblica dei villani” coordinata da Lenny Bottai – ha illustrato il sindaco – ha avuto l’idea di dare valore al simbolo della storia di Livorno e della livornesità, quella più genuina e popolare. Il progetto è partito anni fa quando un gruppo di cittadini avviarono una raccolta di fondi destinata al restauro e alla valorizzazione del monumento. Poi la decisione, non casuale, di spostare la statua in piazza del Municipio. Sarà infatti strutturale ad un percorso turistico che racconta la vera essenza della livornesità. Un cammino ideale che parte dalla Fortezza Vecchia, passa da piazza del Municipio e dalla statua del Villano, prosegue costeggiando il murales che ricorda le Leggi Livornine sugli Scali delle Pietre, per concludersi con la Fortezza Nuova. La nuova collocazione del monumento del Villano è un momento emozionante che avviene in una fase difficile della pandemia, ma che serve alla città per tirare un sospiro di sollievo e vedere oltre. Un’idea di un gruppo di cittadini si è trasformata in realtà ed è stata realizzata grazie al lavoro dell’Associazione “Repubblica dei villani” e degli uffici comunali che ringrazio. Sono particolarmente soddisfatto della presenza del presidente della regione Toscana Eugenio Giani, che oggi ha voluto essere presente per ricordare l’anniversario dell’elevazione di Livorno a Città, di tutte le istituzioni e dei tanti cittadini che sono qui con noi a festeggiare”.

“Il sindaco Salvetti ha il senso dell’identità di Livorno e lo ha dimostrato con questa iniziativa che ricorda l’anniversario dell’elevazione di Livorno a Città e la nuova collocazione della statua del Villano – ha affermato il presidente Eugenio Giani – Il 19 marzo del 1606 si completa il percorso durato 15 anni e Livorno, città di mare e di porto, diventa una vera e propria capitale, città più importante in Toscana dopo Firenze. Livorno nasce dal villano, ovvero dal gesto popolare di affiancamento ai fiorentini nella difesa del territorio”.

L’assessore comunale alla Cultura Simone Lenzi, dopo aver ringraziato dirigenti e uffici ha aggiunto: “Livorno è la frontiera della Toscana, lo è in senso geografico perché città di mare, ma anche in senso temporale perché è una città in cui si può sperimentare, come è stato fatto fin dalla sua nascita. La stessa famiglia dei Medici prese coscienza del valore di Livorno, dell’attività cittadina, della sua capacità di attrarre investimenti perché sbocco sul Mediterraneo. Spero che il Villano sia di buon auspicio per ritrovare questa attitudine cittadina trasformando il futuro in opportunità”.

“Si chiude oggi un percorso nato da una iniziativa partita dal basso, dalla gente comune, finanziata da una campagna crowfunding, con l’obiettivo di trasmettere ai livornesi la conoscenza e il rispetto della storia cittadina – ha detto Lenny Bottai – È una grande soddisfazione per tutti noi dell’Associazione “Repubblica dei villani” aver dato valore al monumento al Villano”.

La statua fu realizzata nel 1956 dagli scultori Vitaliano De Angelis e Giulio Guiggi, ed è la terza versione dell’opera simbolo della difesa popolare del Castello di Livorno durante l’assedio del 1496. Di quella originale, in macigno o marmo, attribuita allo scultore Romolo del Tadda, realizzata oltre un secolo dopo l’epoca degli avvenimenti, si persero le tracce secoli fa.

Un nuovo Monumento al Villano, in gesso, fu realizzato a inizio Novecento, ma fu distrutto nel 1922 in occasione di un assalto di squadracce fasciste alla sede del Partito Repubblicano, dove era custodito.

Dal dopoguerra la terza versione dell’opera si trovava in largo Fratelli Rosselli, per volontà del sindaco Nicola Badaloni. Anche l’inaugurazione della scultura in largo Fratelli Rosselli avvenne in data 19 marzo (nel 1956, 350° anniversario dell’elevazione di Livorno a Città).

Oggi l’Amministrazione Comunale ha deciso di spostarla a fianco del Comune, davanti alla Provincia, in un punto più visibile, strategico e istituzionalmente significativo del percorso che idealmente unisce la Fortezza Vecchia alla Nuova.

In occasione dell’inaugurazione è stato portato all’interno di Palazzo Comunale, nella Sala delle Cerimonie, un dipinto che fa parte del patrimonio museale del Comune, e che costituisce la prima ricostruzione iconografica di quella che dovette essere la scultura originaria del Villano. L’opera, attribuita a Terreni (Giuseppe Maria o Antonio), è stata realizzata nel Settecento.

Presenti alla cerimonia la restauratrice Sveta Gennai ha descritto in dettaglio il lavoro svolto sulla statua e la figlia dell’artista De Angelis che ha ringraziato l’Associazione “Repubblica dei villani”, l’Amministrazione Comunale e la restauratrice per l’ottimo lavoro svolto.

Sono intervenuti per la Soprintendenza l’architetto Esmeralda Valente, la dottoressa Loredana Brancaccio e l’ architetto Linda Puccini) e la restauratrice della Soprintendenza Eva Pianini.

Presenti anche i dirigenti e i funzionari comunali del Settore Attività Culturali, Musei e Fondazioni – che, in collaborazione con la Soprintendenza, ha coordinato il restauro del monumento – e degli uffici tecnici che hanno realizzato il nuovo basamento e curato gli spostamenti e collocazione dell’opera.

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Pubblicato il
24 Marzo 2021

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