Festa della donna: farfalle di seta e d’acciaio
LIVORNO – La festa della donna è passata. Era lunedì scorso ed ha fatto il pieno di appelli, rivendicazioni e anche retorica. Vorrei sommessamente dissentire: in tempi come questi di moltiplicazione dei “gender”, la festa della donna non dovrebbe esistere. Dovremmo averla nel nostro cuore nel quotidiano: a pari a pari, come certe associazioni chiedono senza forse voler recepire che in tutte noi persone normali, uomini giovani e meno giovani, la donna è già più che alla pari. Rilancio la vecchia battuta, che magari fa ridere un pò a bocca storta le mogli, ma disegna ugualmente la figura dell’uomo come una controfigura. La conoscete?
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“Dietro ogni grande uomo c’è una grande donna…
…E poi viene anche la moglie”.
Feroce? Nemmeno tanto. Uscendo dall’intimità domestica, ciascuno di noi ha lavorato, lavora e probabilmente lavorerà con le donne. Farfalle nel senso più piacevole del termine, perché sanno risolvere, spesso alleggerire le tensioni (quelle che invece le creano ci sono, ma in minoranza) ed hanno creatività, positività, intelligenza pronta che sanno porgere con il giusto assetto. Quando sono anche “looking pretty”, ovviamente è meglio. “Ma sono sempre di seta e d’acciaio. Chi lavora con le donne lo sa. Personalmente, un tempo mi sarebbe tanto piaciuto fare la famosa collezione di farfalle per invitare le mie amiche a vederla tete-à-tete. Mi accontento ormai di riconoscere alle donne una marcia in più. Buona festa dunque, ma per favore non incarognite con noi poveracci. A qualcosa siamo utili anche noi uomini.
A.F.
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