Calambrone, pressing sui tempi

Nella foto: I ponti girevoli dello sfociato in Darsena Toscana.
LIVORNO – Sarà dunque ormai solo una questione di tempi: perché la scelta, dopo anni di tira-e-molla per risolvere lo sbocco a mare del Canale dei Navicelli, è stata la meno apprezzata ma la più economica e (dicono) veloce: il ponte mobile che permetterà a tutti gli yacht e i superyacht dei cantieri della nautica presenti sul Canale e anche la foce dello Scolmatore, di sboccare direttamente e agevolmente in mare aperto, senza più condizionare la Darsena Toscana e la futura Darsena Europa della serie di ponti moduli attuali per strade e ferrovia.
Lo ha ribadito anche la Regione, alla quale è stata attribuita la decisione definitiva. Per quanto riguarda l’AdSP, è stato inserito all’interno del Piano Triennale delle Opere già in vigore, il progetto “del nuovo ponte mobile sullo Scolmatore in località Calambrone per un totale di 400mila euro. Lo stanziamento – sia chiaro- riguarda i costi di progettazione, in aggiunta a quanto ha stanziato la Regione. Oltre al suddetto finanziamento, l’AdSP ha finanziato la realizzazione del II lotto del canale navigabile tra la Bellana e la Darsena Nuova (cui sono destinati 11,5 milioni di euro): un lodevole intervento per ripristinare una realtà storica anche a favore del futuro “marina” del Mediceo, ma non certo con l’incidenza economica e l’importanza logistica del nodo del Calambrone.
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Ciò che oggi la comunità portuale si chiede – e chiede all’AdSP – è un impegno concreto sui tempi di realizzazione del settore mobile del ponte sul Calambrone: e sulla si spera contemporanea eliminazione dei ponti girevoli che condizionano i traffici su gomma e su ferro verso le darsene, la sponda ovest della Toscana e la futura Europa.
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