Brindisi, finalmente l’ok che sblocca i dragaggi
Nell'area adriatica solo Trieste avrà fondali più profondi
BRINDISI. Fa un passo avanti il progetto di infrastrutturazione portuale che, al termine dell’escavo, renderà lo scalo brindisino «il secondo porto per batimetria in Adriatico dopo Trieste». Canta vittoria l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale che da Bari ha competenza non solo su Brindisi ma anche su Manfredonia, Barletta, Monopoli e Termoli: se usa parole come «svolta epocale» è perché il ministero dell’ambiente ha detto sì al progetto che prevede il banchinamento e realizzazione della retrostante colmata tra il pontile Petrolchimico e Costa Morena.
Il bando, l’Authority l’ha già sulla scrivania bell’e pronto: «Ora si attende solo la conferma delle risorse da parte della Regione Puglia», dice una nota dell’ente. Il quadro economico dell’opera è a valere sul programma di interventi infrastrutturali in ambito portuale, sinergici e complementari, al Pnrr: l’importo indicato è sui 43 milioni di euro. «È la somma più rilevante di procedure d’appalto avviate in un porto nel sud Italia, dopo Palermo», viene sottolineato da Brindisi.

Il rendering del progetto brindisino
L’Autorità di sistema portuale del mar Adriatico Meridionale, «una volta realizzata la cassa di colmata», potrà dedicarsi al dragaggio dei fondali così da poterli renderle «più profondi nelle aree maggiormente operative»:
- da meno 8 metri di profondità (batimetria media attuale) a meno 12 metri sotto il livello del mare, nell’area di S. Apollinare;
- dagli attuali meno 11 metri (in media) fino a meno 14 lungo il canale di accesso al porto interno;
- dagli attuali meno 11 metri (in media) fino a meno 14 nell’area di contorno alle calate di Costa Morena.
Il via libera ministeriale è «un evento atteso e auspicato da anni»: si sblocca così «un lungo e complesso iter burocratico». L’istituzione portuale del mar Adriatico Meridionale segnala che si tratta dell’ autorizzazione ai dragaggi in aera “Sin” (Siti di Interesse Nazionale):non viene concessa tanto facilmente e la complessità dell’intreccio fra rigorose normative ambientali e coordinamento tra diversi enti crea – viene fatto rilevare – «meccanismi che prolungano inevitabilmente i tempi di approvazione e che dilatano il quantitativo di documentazione e di approvazioni prodromiche all’ottenimento del decreto».
In virtù del decreto di approvazione l’ente portuale sarà in grado di avviare tutta una serie di opere: fra queste, l’appalto per i nuovi accosti di Sant’Apollinare. Si tratta – spiegano da Brindisi – di un intervento «richiesto non solo dagli operatori, ma anche da molte importanti compagnie di navigazione, pronte ad incrementare i traffici del porto di Brindisi».
Illustrando la fisionomia del progetto, l’Authority con quartier generale a Bari segnala che nel progetto della cassa di colmata si è lavorato per «aumentare in modo significativo la superficie permeabile e ridurre il volume della cassa di circa 150mila metri cubi». Ne consegue che ciò comprende anche «la riduzione del fronte di attracco, l’espansione del canale (da 45 metri a 130 metri) e una diversa sistemazione dei confini terrestri e della sponda occidentale del canale». Da aggiungere che «saranno piantati alberi e arbusti in un design simile a “dune” per proteggere l’area dal traffico veicolare». Queste azioni rappresentano interventi di riqualificazione paesaggistica in linea con il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale.
Nascerà un parco verde costiero di circa cinque ettari: potrà «ospitare la flora e la fauna selvatica, oltre a essere accessibile al pubblico». L’area verde sarà «attraversata da una passeggiata pedonale lunga circa 670 metri, collegando l’accesso stradale alla nuova foce del fiume Grande».
«Questo decreto rappresenta un risultato straordinario, frutto di un lavoro tecnico e amministrativo imponente svolto dai nostri uffici», dice il commissario straordinario dell’Authority, ammiraglio Vincenzo Leone. «Non stiamo parlando solo un’opera infrastrutturale, ma – rincara – di un vero e proprio volano di sviluppo per l’intero territorio che permetterà di migliorare la competitività del porto di Brindisi, attrarre nuovi traffici commerciali e creare opportunità di crescita economica e occupazionale».
«Abbiamo centrato un obiettivo sul quale lavoravamo da anni», afferma il commissario straordinario per la Cassa di Colmata, Ugo Patroni Griffi: «L’autorizzazione ci consente di imprimere una svolta epocale allo sviluppo infrastrutturale dello scalo brindisino. Proprio per le sue peculiarità e per i numerosi effetti che ne deriveranno, questo intervento è stato inserito dal Governo tra le 15 opere ritenute strategiche per il sistema Paese. Fondamentale è stato il supporto dei ministri Matteo Salvini e Gilberto Picchetto Fratin, del sottosegretario Tullio Ferrante, dell’onorevole Mauro D’Attis, del direttore generale Mit, Donato Liguori, e della Regione Puglia che hanno lavorato sinergicamente».