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Ecco le prime cinesi in Italia

Nella foto: La Byd elettrica Ato, già in Italia.

TORINO – Ormai le si vedono anche sulle strade italiane, malgrado la pubblicità – quella che appare nei canali generalisti della TCV – sembra ancora sottotono: sono le auto cinesi di gamma media e altra che stanno dando il filo da torcere alle produzioni occidentali. E se fino a qualche anno fa si trattava di prodotti copiati, che avevano il loro appeal solo per il prezzo basso, oggi alcune delle marche cinesi che arrivano in Italia sono a livelli qualitativi pari se non superiori a quelli cui siamo abituati. 

È il caso di Byd, il colosso cinese le cui vetture elettriche circolano da qualche tempo sulle nostre strade destando curiosità ma anche ammirazione (vedi foto).

C’è di più. Secondo un recente servizio su Il Sole24Ore, quest’anno in Cina i veicoli a motorizzazione elettrica supereranno quelli con i propulsori tradizionali termici, segno più che preoccupante per i produttori europei che non riescono a piazzare le proprie auto elettriche sia per i prezzi troppo alti, sia per la qualità non sempre sicura. Secondo il suddetto servizio, in Cina nell’arco di questo 2025 le auto elettriche o almeno ibride supereranno i 12 milioni di esemplari, contro i 5.9 milioni del 2022. L’obiettivo del governo cinese è, come noto, di avere entro il 2035 la metà delle nuove immatricolazioni totalmente elettriche.

La Cina è lontana? Nemmeno tanto, visto che i traffici navali tra Cina ed Europa (vedi i grafici in prima pagina di questo stesso numero) sono al primo posto al mondo. E i grandi Carrier navali di Grimaldi stanno sbarcando migliaia di vetture cinesi alla volta nei nostri porti. Se e quando sarà chiarita la questione dei dazi, il mercato si chiarirà anch’esso, ma non ci sono grandi problemi per i cinesi perché stanno già aprendo fabbriche-cacciavite in Europa dell’Est (e forse anche in Italia) come un tempo facevano gli europei da loro…

Pubblicato il
11 Gennaio 2025

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