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Gli insetti nei nostri menù

LIVORNO – C’è chi la butta sulla scherzo, come nella vignetta che alleghiamo; chi si ricorda di aver letto sui resoconti delle grandi avventure dei velieri di come i marinai mangiassero per tutte le traversate le famose gallette (specie di biscotti induriti per non ammuffire) abbondantemente condite con i..vermi; e chi invece con molta serietà cita le leggi della stessa UE che hanno dato via libera all’utilizzo della farina di grilli e di locuste.

Che le abitudini alimentari cambino, fa parte della storia dell’uomo. Ma anche della geografia, perché in alcuni paesi dell’est i crostacei (aragoste comprese) non sono graditi, in altri non si mangiano i cefalopodi (polpi e calamari) e personalmente mi sono trovato davanti, in Amazzonia, a saporiti piatti di grandi ragni arrostiti, in Egitto a frittate di cavallette e in Nuova Guinea a tocchetti di serpente conditi con spezie locali.

Sembra appurato che le prossime generazioni anche in Italia si abitueranno al pane di farina d’insetti, alla pastasciutta con la stessa farina e ad altresimili prelibatezze. Che sentire gli esperti, contengono un’alta dose di proteine, per di più molto digeribili. Personalmente preferisco ancora le nostre tradizioni. Ma non faccio testo, sono un vecchio. (A.F.)

Pubblicato il
8 Gennaio 2025

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