Natanti, sicurezza dimenticata?

Nella foto: Uno scatto emblematico.
ROMA – Il grande successo della nautica italiana di lusso all’export sta facendo passare sotto silenzio o quasi le difficoltà che invece incontra la piccola e piccolissima nautica, quella dei natanti, che pure è aspirazione di decine di migliaia di famiglie. Costi in pesante crescita, ormeggi quasi inesistenti e anche burocrazia avversaria o che almeno si dimentica del comparto. L’ultima amara verifica riguarda un provvedimento minore, ma sulla sicurezza.
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Il punto 4 delle note dell’allegato V del Decreto della nuova normativa stabilisce le modifiche sulle dotazioni di sicurezza (Decreto 133 del 17 settembre 2024) e che i giubbotti di salvataggio debbano riportare il numero di immatricolazione dell’unità di appartenenza. Questo perché, giustamente, il legislatore ha ritenuto che poter abbinare un giubbotto di salvataggio alla sua unità di navigazione sia molto importante per migliorare l’azione dei soccorsi in mare.
Il problema è che l’ obbligo in questione è impossibile da eseguire per i natanti, che per legge non hanno numero di immatricolazione. Se è vero che l’identificazione del giubbotto di salvataggio aumenta il grado di sicurezza del navigante su un’imbarcazione, negare tale possibilità a chi naviga su un natante implica che a quest’ultimo sia riservato un livello di sicurezza inferiore rispetto a quello delle imbarcazioni. Morale: si auspica un correttivo prima della stagione nautica.