Aperto il valzer delle presidenze AdSP
LIVORNO – C’è chi parla di apertura del valzer, chi meno delicatamente preannuncia la rissa, oppure la “riffa”, nel senso di lotteria con poche regole. Di fatto, è ormai in pieno svolgimento il gossip relativo alle nomine dei presidenti delle AdSP scadute – sono nove, alcune delle quali già in prorogato rinnovata – e allargato anche alle presidenze che scadranno nei prossimi mesi.
Intanto circola l’indiscrezione che sarebbero state presentate, in base alla formale richiesta del MIT a settembre scorso, almeno 400 auto-candidature: nuovi nomi, presidenti attuali che vorrebbero cambiare porto, esperti di logistica e portualità anche non italiani (però europei), vecchie conoscenze riciclabili. C’è di tutto: ed è comprensibile che l’esame di tutti i curriculum abbia impegnato a fondo i tecnici del MIT rinviando le decisioni; senza ignorare che lo stesso esame è stato svolto – e presumibilmente continua – anche dai partiti politici, che su ogni poltrona hanno ovviamente le proprie mire.
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Partiamo, dopo aver drenato le tante indiscrezioni pubblicate sulla stampa e sul web, dai nove porti che sono già commissariati o in prorogato: Genova, La Spezia, Civitavecchia, Messina, Palermo, Taranto, Bari, Ravenna e Trieste. Per Genova sarebbe in pole position Enrico Musso, docente universitario di economia dei trasporti, sponsorizzati da Rixi. Delicata anche la scelta per La Spezia, dove mettono becco i presidenti di due regioni di politica diversa, Liguria e Toscana. Il cluster locale indicherebbe l’attuale facente funzione, l’ex segretario generale Federica Montaresi. Qualcuno ricorda anche che Francesco Di Sarcina, spezzino, da Catania gradirebbe tornare all’Authority di casa sua. A Civitavecchia pare traballi la poltrona di Pino Musolino, cui aspirerebbero sia Daniele Rossi, ottimo presidente di Ravenna (ma su quel porto ha concluso due mandati) sia l’ammiraglio Andrea Agostinelli, che sta per chiudere, probabilmente con sollievo, la lunga, trionfante ma durissima esperienza di Gioia Tauro. Napoli e Palermo, in scadenza a febbraio e già scaduta la seconda, hanno le porte ancora aperte, visto che Andrea Annunziata e Pasqualino Monti hanno già altre destinazioni. Sullo Stretto (Messina) Mario Mega è stato già sostituito dal commissario Antonio Ranieri, ammiraglio: parlano di una sua conferma. Bari sarebbe ancora in pieno tira-e-molla tra Regione e Governo e anche Taranto, dove Sergio Prete non è rinnovabile avendo completato due mandati, si fanno nomi più che altro sostenuti dai vari partiti. Idem per Ravenna, dove Rossi non è rinnovabile. Molte indiscrezioni su Trieste, che dopo il segno lasciato da Zeno D’Agostino – un segno destinato a durare e considerato come guida per chi verrà – sarebbero in lista Vittorio Torbianelli, attuale commissario, e il segretario generale Antonio Gurrieri.
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Non mancano, ovviamente, le chiacchiere relative all’AdSP del Nord Tirreno, quella che accorpa Livorno, Piombino e i porti minori delle isole dell’Arcipelago. Luciano Guerrieri, al primo mandato ma con la lunga esperienza specie piombinese, scade a fine febbraio e ovviamente conta sulla riconferma. Lo appoggia il presidente della Regione Toscana e dovrebbe appoggiarlo anche il partito egemone, il Pd, sebbene l’attuale tensione con il cluster portuale sulla vicenda TDT abbia creato qualche malumore. Per una sua eventuale sostituzione frullano mezza dozzina almeno di nomi: lo stesso ammiraglio Andrea Agostinelli, livornese e non probabile uscita da Gioia Tauro, il funzionario Roberta Macii, esperienze anche a Civitavecchia, l’attuale segretario generale Matteo Paroli (a Genova lo danno come il più probabile) Pino Musolino da Civitavecchia, l’ex onorevole PD Andrea Romano, “silurato” dalla Regione nella precedente candidatura alla presidenza dell’interporto di Guasticce, e ancora altri nomi della nomenclatura tecnica vicina ai grandi armatori che operano sullo scalo labronico.
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