Turismo nautico, il ministro s’impegna

Daniela Santanchè
ROMA – “C’è un gap che dobbiamo colmare. Possiamo veramente sviluppare molto di più il turismo nautico e bisogna fare più porti. Sviluppare i servizi da terra, e, anche, la formazione del personale che ci lavora. Dobbiamo guardare con speranza al futuro sapendo che abbiamo ancora tanto da fare. In questa Nazione c’è ancora tanto da fare per sviluppare il turismo nautico e il turismo in generale”. Queste parole del ministro Daniela Garnero Santanchè, in visita al Salone Nautico Internazionale di Roma – accolta dal presidente di Afina, Gennaro Amato – dovrebbero far sperare soprattutto dopo l’analisi dell’economista Gianni Lepre che ha evidenziato un mancato indotto economico dettato da una carenza di servizi in favore del turismo nautico da diporto: un mancato introito di circa 500 milioni all’anno a causa di assenza di servizi.
“Ormai sui grandi yachts siamo leader nel mondo. L’Italia è assolutamente un’eccellenza per le grandi unità – ha affermato Daniela Santanchè –. Ma io credo che ci sia un segmento, quello delle barche tra i 5 e 12 metri, per il quale noi, come ministero, siamo molto attenti e faremo tutto quello che è possibile. Bisogna lavorare anche per la nautica di questo segmento”.
Sono parole che fanno ben sperare in iniziative concrete specie per i natanti, ovvero le barchette da famiglie, che oggi sono in crisi per i costi anche dei servizi. Il ministro intanto ha anche ricordato i passi già compiuti dal suo dicastero in favore dei porti di competenza, con lo stanziamento di 5 milioni di euro per la realizzazione della fibra wi-fi e l’importante legge approvata dal governo per il turismo subacqueo per fare conoscere quello che c’è sotto i nostri abissi che – come ha dichiarato – “è un patrimonio pazzesco”.