Il punto di Confindustria Nautica

Nella doto: Un momento dell’intervento da remoto di Giorgia Meloni.
ROMA – Si è tenuta nei giorni scorsi a Roma l’assemblea annuale dei soci di Confindustria Nautica che ha visto riunita la rappresentanza di tutta la filiera dell’industria nautica, relatori internazionali ed esponenti del Governo per discutere del contesto globale, delle politiche per la Blue Economy e delle norme a sostegno del settore.
La sessione privata, apertasi con la relazione del presidente Saverio Cecchi sullo stato di attuazione del programma e l’approvazione del piano delle attività 2024, ha visto la presentazione dei trend di mercato frutto dell’indagine previsionale sull’andamento del settore condotta su un campione significativo di aziende associate dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica diretto dall’Ing. Stefano Pagani Isnardi.
Il 2023 ha visto il fatturato del comparto industriale raggiungere il massimo storico di 8,33 miliardi di euro, (1 miliardo in più rispetto al 2022, che aveva fatto registrare una crescita del 20% sul 2021), e il record storico dell’export, che ha raggiunto i 4,23 miliardi di euro.
Il 2024 vede una normalizzazione della crescita del settore nautico con una più evidente diversificazione delle dinamiche tra prodotti di fascia alta e la piccola nautica. In questo contesto, le prospettive dell’industria nautica italiana restano complessivamente positive, pur nel quadro di complessi scenari economici esterni, in particolare grazie al contributo sostanziale del settore superyacht.
Tali stime sono state confermate dai risultati del questionario sui trend di mercato elaborato dall’Ufficio Studi di Confindustria Nautica, che vedono per la cantieristica una situazione differenziata.
Nello specifico, il settore superyacht prevede, per il preconsuntivo 2024, una chiusura positiva rispetto all’anno precedente per il 75% del campione e stabile per il restante 25%.
Analizzando la produzione cantieristica fino ai 24 metri (settori 2, 3 e 4), il quadro che emerge, come previsto negli ultimi mesi, appare più complesso: la varietà dei mercati di destinazione e della tipologia di prodotto determina risultati più eterogenei. Le stime di chiusura del 2024 vedono infatti una contrazione del fatturato per il 60% del campione, con previsioni di riduzione comprese fra -5% e oltre il -30%, stabilità per il 18% dei rispondenti e crescita per il 22%.
Le previsioni emerse dai singoli settori per il 2025 appaiono incoraggianti, permettendo di stimare una possibile inversione delle attuali tendenze di flessione di mercato dei segmenti di minore dimensione a partire dalla prossima primavera.
L’assemblea dei soci è proseguita, nel pomeriggio, con la sessione pubblica dal titolo “Nautica, la rotta tracciata dalle riforme nel contesto internazionale”. Dopo i saluti (in remoto) della presidente del governo italiano Giorgia Meloni e del ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, e dell’ammiraglio ispettore Capo Nicola Carlone, comandante generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, hanno partecipato al dibattito il ministro del Turismo Daniela Garnero Santanchè, il vice ministro delle Infrastrutture e trasporti Edoardo Rixi e il consigliere per le politiche di bilancio del presidente del Consiglio dei Ministri, Renato Loiero, moderati dal responsabile Rapporti istituzionali di Confindustria Nautica Roberto Neglia.