Portuali, tra ieri e domani

Enzo Raugei
LIVORNO – Enzo Raugei, presidente dei portuali della Compagnia di Livorno, presidente storico, riconfermato ogni volta dal 2006 anche per il prossimo triennio, con oltre il 90% dei votanti. Con la recente firma del nuovo Contratto Nazionale dei Lavoratori dei Porti, prendiamo l’occasione per fargli qualche domanda su un settore che, in tutti gli scali, ha registrato forse i più marcati cambiamenti di tipologia e anche di mentalità. Ecco l’intervista.
Presidente Raugei, la vecchia foto di portuali che pubblichiamo qui sopra, ripresa dal vostro archivio, sembra appartenere a un altro mondo…
“E in effetti era un altro mondo. Oggi il lavoratore che opera in porto è uno specialista più che un uomo di fatica e di muscoli. È preparato tecnologicamente, usa il computer e il tablet per smarcare e dirigere, è molto più attento alle normative di sicurezza, guida mezzi meccanici anche sofisticati…”
Ma i portuali d’antan, ovvero quelli delle generazioni precedenti ancora in azione?
“È vero, c’è una differenza notevole con quelli giovani, che arrivano già con una formazione sull’informatica e sul telefonino. Anche per questo sarebbe utile che venisse riconosciuto a livello nazionale e locale un contributo per svecchiare le compagni, aiutando i più anziani a ritirarsi con decorosi riconoscimenti”.
[hidepost]
Per quanto riguarda i riconoscimenti, il recente accordo con le rappresentanze datoriali per il nuovo contratto di lavoro vi ha soddisfatto?
“Credo si possa giudicare un compromesso accettabile tra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese che operano sui porti, giù oberate di forti aumenti dei costi e dall’andamento altalenante dei traffici per i noti eventi. Aver raggiunto l’accordo al tavolo delle trattative è la dimostrazione del senso di responsabilità di entrambe le parti”.
Qualcuno lamenta, in campo nazionale, che il contratto non è ovunque rispettato…
“Per quello che mi risulta a Livorno il contratto nazionale non è disatteso da alcuno”.
Quanti sono oggi, anche in termini approssimativi, i lavoratori portuali nel nostro scalo?
“Facendo un calcolo abbastanza esatto, ci avviciniamo a 1500 unità comprendendo sia i nostri iscritti sia quelli che operano nei terminal. Sono, come si vede, una quota importante, in tempi nei quali tutti i porti stanno subendo effetti negativi della logistica mondiale”.
I traffici registrano in effetti alcuni settori in crisi. E a Livorno?
“Tengono specialmente i ro/ro, i rinfusi e la cellulosa, oltre che le crociere e i traghetti in genere. È un momento di riflessione per lo sbarco delle auto nuove, legato però a mercato interno che sconta le incertezze sull’auto elettrica e l’andamento delle normative sugli incentivi. Stiamo attualmente monitorando i traffici storicamente legati alle feste natalizie, con la speranza che segnino incrementi”.
Rimane qualche incertezza sul piano d’impresa del TDT, che ha creato tensioni con buona parte del cluster portuale.
“L’Autorità portuale lo sta esaminando e abbiamo anche raccolto le assicurazioni del gruppo Grimaldi sulla volontà di non sacrificare i traffici container, che per il nostro porto continuano ad essere determinanti”.
Dunque, facciamoci in anticipo gli auguri, e che tutto vada per il meglio.
Antonio Fulvi
[/hidepost]