Lavori sub e normativa

Nella foto: Un sub al lavoro.
ROMA – Via libera a maggioranza dalla Commissione regionale del Friuli all’articolo 5 della proposta da legge 25 che disciplina l’esercizio del lavoro subacqueo industriale, a servizio sia dei porti che della nautica e degli scafi di ogni tipo.
La proposta si propone di adottare un corpus organico di norme che disciplinano le attività dei lavoratori subacquei in aree marittime Inshore e offshore, garantendo cosi la qualità dei servizi offerti.
Quella che nasce in questi giorni in Friuli e la stessa che in Italia ha regolamentato i tre percorsi formativi tramite la 0//4010 della Regione Sicilia sui tre profili dei Livelli (inshore 4 profili) e offshore (2 profili) come “Formazione Normata” dove il profilo relativo all’Operatore Tecnico Sabacqueo rientra tra la formazione non normata in tutte le regioni italiane.
Chi è in possesso del solo titolo di O7S. regolarmente iscritto presso una Capitaneria di Porto in Italia , può accedere, infatti, al Repertorio dei Commercial Dover italiani se di nostra di avere certificate un numero preciso di immersioni e attività in acqua come previsto dall’allegato 1 del Decreto Presidenziale 31/2018. È stato ribadito anche nel dibattito int Friuli che sui 130 km delle coste della regione si svolgono molte attività anche a supporto della nautica che richiedono subacquei altamente qualificati per il lavoro e che la nuova normativa dovrebbe essere in grado di coprire le carenze legislative del passato.