Automotive, in crisi anche l’indotto

Jody Brugola
LISSONE – Che l’intera Europa sia in un momento cruciale per il settore automotive, con la caduta verticale della produzione e della vendita di auto, è un fatto accertato: conseguenza, secondo le case automobilistiche, di un “verdismo talebano” che non ha valutato appieno le ricadute economiche della rivoluzione elettrica imposta a forza. I risultati si stanno vedendo anche nel campo dell’indotto, che è stato in Italia uno dei settori trainanti, con forniture importanti anche per le case automobilistiche tedesche e francesi.
Sul tema, Jody Brugola, presidente di Brugola OEB – azienda italiana multinazionale, leader nella produzione di viti per il settore automotive (www.brugola.com) – ha espresso forte preoccupazione per l’assenza di soluzioni concrete a supporto del settore.
“Trovo spiacevole che, nonostante gli evidenti segnali di crisi degli ultimi mesi, la Commissione Europea non abbia fornito risposte chiare su come gestire una transizione che abbia senso senza penalizzare il settore automotive, come sta purtroppo avvenendo adesso” ha dichiarato Jody Brugola. “Siamo a metà novembre e a gennaio 2025 scatteranno le sanzioni europee per chi non rispetta le emissioni di CO2; ma non ci sono ancora interventi chiari a sostegno delle imprese, molte delle quali già in difficoltà e che stanno ricorrendo alle misure di sostegno. Qui si sta giocando con i posti di lavoro e con il futuro delle aziende, rischiando gravi ripercussioni economiche a causa della mancanza di una visione chiara e pragmatica”.
La crisi del settore automotive che ha colpito duramente le principali case automobilistiche, sta generando un effetto a cascata che secondo le più recenti analisi mette in pericolo la sopravvivenza di intere filiere e migliaia di posti di lavoro.