OK al contestato POT, ma Livorno è al bivio

Luciano Guerrieri
LIVORNO – E come molti temevano, i nodi dell’acquisto del TDT da parte del gruppo Grimaldi – acquisto legittimo, con legittimi programmi di potenziamento dei propri traffici – stanno venendo al pettine. Mercoledì della scorsa settimana il Comitato di Gestione dell’AdSP ha approvato il POT (piano operativo triennale) pressoché all’unanimità, malgrado nella precedente riunione del tavolo del partenariato – che però come noto esprime solo parere consultivo – fosse stata pesantemente bocciata la proposta del vertice AdSP di confermare la concessione al TDT non più come terminal contenitori soltanto ma come multipurpose, assecondando la richiesta dell’attuale concessionario Grimaldi di potervi operare anche per lo sbarco delle auto. Come di fatto sta già avvenendo da settimane.
La vicenda si è incancrenita perché contro questa esigenza dell’armatore-terminalista (che ha pagato 140 milioni in terminal e che è sempre stato costretto ad acrobazie per carenza di spazi operativi a Livorno) si sono espresse tutte e 12 le rappresentanze del cluster portuale labronico, compresa Confindustria, è intervenuto anche il sindaco della città insieme ai sindacati compatti, e ci sono state anche minacce di sciopero.
Il presidente Guerrieri, facendosi forte anche del parere di Confitarma – che ha invece appoggiato l’esigenza del gruppo Grimaldi di poter operare anche con i ro/ro – ha proposto come temporanea mediazione la cancellazione delle poche righe del piano che specificavano il multipurpose, promettendo una successiva riconvocazione del partenariato e del cluster portuale per chiarire gli obiettivi e trovare una linea di convergenza.
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La situazione, mentre scriviamo – è domenica, in pieno periodo di festività e quindi con tutto fermo, almeno ufficialmente – rimane in stand/by in attesa della nuova riunione del partenariato, che dovrebbe avvenire a breve. E con la quale riunione, o consultazione, si spera di trovare una soluzione al problema storico dei contenitori a Livorno, per non andare avanti con una frattura unica tra l’istituzione e gli utenti.
Anche tra le nuove generazioni sul porto non si è dimenticato che Livorno ha “inventato” in Italia il traffico dei Teu ed è stata a lungo primo scalo del Mediterraneo nel settore. La scelta da compiere è storica: rimanere porto container, puntando su due terminal della Darsena Toscana in attesa della sospirata Darsena Europa; o scegliere di puntare solo su ro/ro, traghetti e crociere, con quello che tutto il settore della logistica calibrato sui Teu considererebbe un declassamento. Siamo, anche senza voler esagerare, a un bivio della storia portuale labronica.
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