Consigli Ocse sulla plastica
PARIGI – Dal report Global plastics Outlook, redatto dall’Ocse, risulta che dal 2000 al 2019 siamo passati da 234 milioni di tonnellate (di plastica) prodotte a 460 milioni di tonnellate. Conseguentemente anche la produzione dei rifiuti è raddoppiata.
Solo il 9% dei rifiuti di plastica viene effettivamente riciclato e riutilizzato, mentre il 19% viene incenerito, circa il 50% finisce in discariche, e il 22% viene abbandonato nella natura o bruciato all’aperto, diventando così microplastica che si inserisce nella catena alimentare.
A seconda del grado di esposizione alle microplastiche nelle diverse regioni del mondo, le persone possono involontariamente ingerire una quantità di plastica equivalente a quella di una carta di credito al mese, e in alcuni casi, addirittura a settimana, e assumerne quasi altrettanta tramite la respirazione.
La premessa è che la plastica non è il nemico: impiegata in maniera giusta è molto utile e aiuta, ad esempio, ad avere sprechi di cibo minori, ma ciononostante dobbiamo utilizzarla con criterio.
Ecco sei consigli dell’Ocse per consumare consapevolmente la plastica:
1) Fare attenzione quando si fa la spesa ad utilizzare il minimo quantitativo di plastica. Molti prodotti si trovano in imballaggi non riciclabili. Acquistare prodotti sfusi o derivati da materie riciclate e riciclabili supporta l’economia circolare della plastica: dare nuova vita a un materiale già utilizzato.
2) Consumare bevande in contenitori riutilizzabili. Se si beve una bevanda da asporto, accettare il coperchio del bicchieri di plastica e cannuccia di plastica solo se strettamente necessario. Usa la borraccia ricercando fonti da cui riempirla.
3) Preferire saponi e prodotti cosmetici solidi così da abbattere l’impatto dei contenitori di quelli liquidi. Tanti tipi di detergenti per la casa sono disponibili in negozi di sfuso.
4) Acquistare per quanto e possibile abbigliamento prodotto da fibra naturale. Tanta microplastica deriva dall’abbigliamento sintetico. Una parte entra nel nostro organismo attraverso la pelle e le vie respiratorie, un’altra finisce in natura a seguito dei lavaggi.
5) Scegliete alternative a chilometro zero per i beni e gli alimenti che acquistate, in modo da limitare i costi ambientali ed economici del trasporto e promuovere una produzione ecologica-etica.
6) Raccogliere plastica e rifiuti se capita di vederne per strada: durante una passeggiata consapevole, munirsi di sacchetti per rimuovere elementi inquinanti dal percorso.