Il recupero dell’“Atina”

Nella foto: Il pontone.
OLBIA – Lo yacht Atina, 47 metri di lusso costruito nel 2008 dal cantiere Heesen, battente bandiera Cook Islands, refittato nel 2022, era affondato a causa di un incendio le cui cause non sono ancora note, mentre si trovava all’ancora lo scorso agosto sulla costa nord-est della Sardegna. Due giorni fa il comandante della Capitaneria di porto di Olbia, capitano di vascello D’Agostino, ha annunciato l’inizio delle operazioni recupero dello scafo con l’impieg delpontone Conquest MB1 che è già arrivato nel porto olbiese la scorsa domenica. Il drammatico incendio che ne ha provocato l’affondamento non ha fortunatamente fatto vittime perchè le persone a bordo, dopo aver cercato invano di spengere le fiamme, si erano salvate con il tender. Le autorità subito intervenute hanno potuto constatare che non c’era stato inquinamento ma hanno provveduto a segnalare il luogo dell’affondamento con appositi gavitelli. A fine agosto si erano concluse, sotto la supervisione della Guardia costiera, le operazioni di rimozione di 33.000 litri di gasolio dal relitto.
Il pontone Conquest MB1 gestito dall’azienda olandese Dutch Offshore, che sarà utilizzato per riportare a galla l’Atina, è lungo 136 metri ed è dotato di una potente gru girevole a piedistallo; è
stato utilizzato in varie importanti operazioni di recupero e rimozione di relitti, tra le quali quella della nave Costa Concordia davanti all’isola del Giglio.