Tempo per la lettura: 2 minuti

L’interporto Vespucci cala le sue carte

Monica Bellandi

LIVORNO – Porto, avamporto porto di domani, retroporto: la realtà logistica dello scalo livornese si sta giocando, in termini temporali, nei prossimi mesi, con tante iniziative avviate ma anche con qualche incognita. Sempre in chiave temporale, una di queste è lo sviluppo dei retroporto ovvero dell’interporto “Vespucci” di Guasticce.

Ne ha parlato lunedì sera nella riunione al Propeller Club livornese la neo-presidente del “Vespucci” Monica Bellandi coadiuvata dal suo riconfermato ad Raffaello Cioni. I progetti ci sono, hanno detto, e le prospettive del retroporto sono fondamentali perché oggi i porti non si possono più considerare punti logistici, ma anelli di una catena che comprende appunto le aree retroportuali connesse, le connessioni specie ferroviarie ma anche superstrada e last but not least, la rete di connessioni wireless con tutti i servizi logistici, sia dei porti dell’auspicata zona ZLS, sia in chiave interna e internazionale.

“Le parole – dice un vecchio proverbio – le porta via il vento”. Secondo Monica Bellandi, siamo però alla soglia di decisioni che travalicheranno le parole e arriveranno ai fatti. Tanto che nei prossimi giorni – forse addirittura la prossima settimana – ci sarà una riunione operativa dei soci del “Vespucci” per mettere mano al programma concreto: il che vuol dire anche agli auspicati interventi finanziari per uscire da quella che negli ultimi tempi è stata giocoforza una gestione dell’ordinario: per non dire alla lésina.

[hidepost]

È chiaro che, con tutte le aree disponibili ormai assegnate e la gestione dell’ordinario, il “Vespucci” non può andare lontano senza un colpo d’ala. Il quale colpo d’ala ovviamente costa. Si possono acquistare altre aree limitrofe, ma si devono anche completare programmi avviati e rimasti in stand by perché l’aumento dei costi negli ultimi anni lo hanno bloccati: il Truck Park è un esempio, ma c’è da completare anche il Cool Village, sui quale la stessa AdSP è pronta a impegnare due già sottoscritti mutui. Po c’è il progetto di rendere green tutta l’elettrificazione dell’interporto: si è parlato anche di utilizzare il relitto dell’ex CMF sulla collina di fronte all’interporto per coprirla di pannelli solari. Insomma, non mancano le idee: ma “senza lilleri non si lallera”.

Il nuovo vertice delll’interporto/retroporto deve fare anche i conti – ha ricordato la Bellandi – con i ritardi nel completamento del passante ferroviario con il porto, che comunque è in via di completamento. C’è bisogno infine di un parco ferroviario ampliato e migliorato. E rimane all’orizzonte, ma con la speranza di poterlo concretare, anche il famoso Pharma Village toscano. Con le forze nuove e con l’esperienza di quelle riconfermate – punta di diamante, il vicepresidente Angelo Roma in rappresentanza dell’AdSP – si vuole andare avanti schiacciando l’acceleratore. C’è piena collaborazione con le istituzioni. Questo il messaggio lanciato al Propeller dell’altra sera. Applausi e in bocca al lupo.

(A.F.)

[/hidepost]

Pubblicato il
23 Ottobre 2024
Ultima modifica
24 Ottobre 2024 - ora: 11:20

Potrebbe interessarti

La quiete dopo la tempesta

Qualcuno se lo sta chiedendo: dopo la tempestosa tempesta scatenata a Livorno dall’utilizzo del Tdt per le auto di Grimaldi, da qualche tempo tutto tace: sul terminal sbarcano migliaia di auto, la joint-venture tra...

Leggi ancora

Se rullano tamburi di guerra

Facciamo così: se avete voglia di ripassare con me un po’ di pillole di storia, che possono insegnarci qualcosa sull’attuale preoccupante rullo di tamburi di guerra, provo a pescare nella memoria.   Le spese per rinforzare...

Leggi ancora