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Crisi climatica e pericoli

PARMA – Sul tema della crisi climatica, nei quotidiani italiani escono in media 3,5 articoli a settimana, contro le 4 pagine di pubblicità acquistate dalle aziende, anche quelle inquinanti. A metterlo in evidenza è il sociologo italo-argentino Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte (www.alejandrojantus.com) nella sua tesi di Master in Comunicazione Scientifica presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia della prestigiosa Università degli Studi di Parma. Ne riprendiamo alcuni estratti, con la premessa che non tutti gli studiosi sono però d’accordo.

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«Raramente la crisi climatica finisce in prima pagina, anche quando i suoi impatti si manifestano in maniera più drammatica, così come trova poco spazio anche nelle pagine interne dei quotidiani o nei palinsesti delle nostre reti televisive nazionali» sottolinea il sociologo nel corso del suo intervento al Centro Congressi Santa Elisabetta dell’ateneo parmense.

«Il cambiamento climatico è la più grande minaccia per la salute globale del XXI secolo» conferma The Lancet, la più prestigiosa rivista scientifica di ambito medico pubblicata edita da Elsevier, citata nella ricerca del dottor Jantus Lordi de Sobremonte. E ben 13 milioni di decessi ogni anno sono dovuti a cause ambientali evitabili, con 4 milioni di bambini nei Paesi periferici potrebbero essere salvati prevenendo o mitigando i rischi ecologici, rilevano le Nazioni Unite.

Ma in che modo il cambiamento climatico riguarda concretamente la salute? «Gli aspetti di maggiore rilievo sono il caldo critico, l’inquinamento, l’insicurezza alimentare, i virus e batteri, le zoonosi e le malattie mentali» risponde Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte.

L’inquinamento atmosferico è considerata la prima emergenza sanitaria di origine ambientale al mondo con oltre 7 milioni di morti l’anno, stima poi la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA). Ma l’aumento delle temperature porta anche al cambiamento dei modelli di precipitazione e ad eventi atmosferici estremi che portano all’impoverimento delle rese agricole: il cambiamento climatico riduce la quantità di cibo disponibile e lo rende meno nutriente, un grande problema evidenziato fin da sempre dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO). La malnutrizione è poi collegata ad un’ampia varietà di malattie: dall’insufficienza cardiaca al cancro, dal diabete al rachitismo e ad altri disturbi della crescita.

E riemergono anche antichi virus in scongelamento nel permafrost, aumentano gliinsetti vettori e si risvegliano patogeni di decine di migliaia di anni fa: «Sette “virus giganti” hanno conservato la loro capacità infettiva e si sono replicati in laboratorio» si leggeva già il 28 novembre 2022 su Il Corriere della Sera Salute.

Il futuro? In aumento le zanzare tigre e le patologie ad esse collegate (Dengue, Chikungunya, West Nile, i pappataci (leishmaniosi) e le zecche (malattia di Lyme), mentre le acque marine diventano sempre più favorevoli ai vibrioni, che provocano gravi malattie anche nell’essere umano.

Pubblicato il
16 Ottobre 2024
Ultima modifica
18 Ottobre 2024 - ora: 10:07

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