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Le donne in banchina di Livorno

Enzo Raugei

LIVORNO – Le donne, il mare, i porti. È uno dei temi del momento, anche grazie alle varie iniziative nazionali, sia di Wista – ne abbiamo riferito – sia del CONI in particolare per le donne protagoniste anche degli sport.

La Compagnia dei portuali livornesi è tra le realtà nazionali delle banchine una delle prime – se non la prima – ad aver inserito le donne sia negli uffici, dove svolgono funzioni apicali, sia anche sul lavoro con le navi e nelle navi. Abbiamo chiesto qualche dettaglio al presidente Enzo Raugei, che ha svolto sul tema anche un intervento al recente convegno Wista a Livorno.

Presidente, cominciamo con il tema sicurezza: con le donne in banchina è molto sensibile.

“Quella della sicurezza per la Compagnia ha sempre rappresentato una priorità, intervenendo in modo intensivo sulla formazione obbligatoria e cogliendo anche le opportunità che dall’Autorità portuale, dal Ministero ed altri Enti sono state messe a disposizione delle imprese. Abbiamo anche approfondito percorsi formativi aventi l’obiettivo di raggiungere livelli di competenza e professionalità più alti, che di per se si traducono in maggiore sicurezza. Nel mese di Maggio abbiamo realizzato la certificazione ISO 45001. 

Premia la creazione di un ambiente di lavoro più sicuro e salutare; la prevenzione degli infortuni e delle malattie, mediante l’identificazione dei pericoli e la valutazione dei possibili rischi; la promozione di una cultura sulla sicurezza, incoraggiando un atteggiamento dove ogni dipendente sia attivamente coinvolto, a tutti i livelli, nell’identificazione dei rischi e nella loro mitigazione; la promozione del benessere dei lavoratori, incluso l’attenzione alla salute mentale e alla qualità della vita lavorativa. 

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L’aver raggiunto la certificazione non significa per quello che ci riguarda aver completato l’opera. La certificazione va mantenuta e periodicamente si svolgeranno visite ispettive da parte dell’Ente certificatore per verificare la continuità delle buone pratiche. Sul campo si sono realizzati molti miglioramenti, soprattutto sull’utilizzo dei DPI, grazie ad azioni continue dei nostri preposti alla sicurezza e all’azione dell’AdSP in termini di ispezioni sui luoghi di lavoro. 

Tra le Compagnie portuali, la vostra in Italia è quella che ha il maggior numero di lavoratrici donne, avete ottenuto una certificazione sulla parità di genere? 

“È questo un tema al quale la Compagnia Portuale ha sempre prestato attenzione, partecipando e collaborando alla realizzazione di importanti eventi che sono stati organizzati dall’assessorato del nostro Comune, ai quali abbiamo da subito dato adesione attraverso la collaborazione delle nostre lavoratrici e mettendo a disposizione le nostre strutture; abbiamo avuto anche l’onore di ospitare per oltre un  mese la mostra fotografica relativa al lavoro delle donne nel porto e nello shipping che è stata esposta anche alla Camera dei Deputati.”

Quando è arrivata la prima donna in banchina a Livorno? 

“Abbiamo aperto la strada alle donne operative del porto già nel lontano 1982, con l’assunzione delle prime tre lavoratrici. Da allora siamo andati avanti anche su sollecitazione della nostra base sociale, e questo rappresenta un punto di vanto di una visione avanzata sul tema, da parte dei nostri soci lavoratori. 

Oggi nel gruppo composto da CPL-CILP e Livorno Reefer contiamo 55 lavoratrici, pari al 17% dell’organico ammontante a 325 unità. Delle 55 lavoratrici 30 sono prettamente operative, le altre sono inserite in struttura tecnico operativa e amministrativa. 

“Le nostre lavoratrici occupano anche posizioni apicali in ambito tecnico amministrativo, hanno le strade aperte per la carriera professionale e soprattutto sono retribuite con gli esatti soliti parametri dei loro colleghi maschi. 

“Abbiamo quindi avviato il percorso e nell’aprile scorso siamo stati certificati per la parità di genere UNI/PDR 125:2022, un fiore all’occhiello di cui andiamo orgogliosi. 

“Il documento prevede la rendicontazione e la valutazione dei dati relativi al genere nelle organizzazioni, con l’obiettivo di colmare, eventuali gap esistenti e produrre un cambiamento sostenibile e durevole nel tempo. 

Per far ciò, la UNI/PdR 125/2022 prevede l’adozione di specifici KPI, relativi ad aree di valutazione, che possono contraddistinguere un’organizzazione inclusiva. 

Le sei aree indicate dalla norma sono: Cultura e strategia; Governance; Risorse umane; Opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda: Equità salariale; Tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro. 

“La certificazione della parità di genere non è solo un simbolo di impegno, ma un passo concreto verso un futuro più equo, in cui uomini e donne abbiano le stesse opportunità e diritti sul lavoro. Anche questa certificazione va mantenuta attraverso visite ispettive da parte dell’Ente certificatore.” 

(A.F.)

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Pubblicato il
5 Ottobre 2024
Ultima modifica
7 Ottobre 2024 - ora: 10:55

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