Pescatori, sempre più vincoli

Nella foto: Un bassorilievo dell’artista livornese Paola Volpi sui pescatori.
Antica come l’umanità – anzi, ancora di più visto che nella preistoria molti animali pescavano – la pratica della pesca con le reti è continuamente sotto tiro da parte dell’Ue e quindi anche dell’Italia. Ma c’è chi, come il nostro lettore livornese Giuseppe Paolo Miglini, si chiede se sia anche sul piano ambientale quel disastro che dicono. Ecco il cuore di una sua lunga mail.
“Non sono un pescatore né un commerciante del settore. Però chiedo se le costanti campagne contro la pesca professionale, specie con le reti, sia sempre giustificata o faccia parte del cosiddetto greenwashing…”.
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Tema di largo respiro, quello della pesca in mare. Che come tutte le attività umane nella natura, può essere accettabile se non se ne abusa. I pescatori sono un’antica genìa, con tradizioni antichissime integrate però dalle più recenti tecnologie. Se è vero che certe campagne di pesca hanno drasticamente ridotto alcune specie – si veda il merluzzo atlantico, il salmone selvaggio, il tonno pinna gialla – spesso si fa di tutt’erba un fascio. Un esempio di casa nostra: si dichiara estinta sui mari italiani la pinna (pinna nobilis) quando invece se ne trovano di oltre mezzo metro sul Tirreno, anche vicino al promontorio di Piombino, all’Elba e a Capraia. Che tra i sub, oltre che tra i pescatori, c’è più rispetto e coscienza civica di quanto non si dica.
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