Calambrone, una beffa

Nella foto: Il ponte “dei sospiri”.
FIRENZE – La notizia non è ancora ufficiale, ma ne ha accennato nella nostra recente intervista anche il presidente dell’AdSP: per rimediare al pericolante ponte del Calambrone, alla periferia nord del porto livornese la Regione avrebbe scelto la soluzione di ricostruirlo, nella stessa posizione. Ovvero la peggiore delle scelte perché, a meno che non abbia una luce alta almeno come il viadotto dell’autostrada (improbabile) costringerà tutti i cantieri navali che operano sul Canale dei Navicelli fino a Pisa, a cercare il mare attraverso la Darsena Toscana. Una limitazione davvero punitiva in tempi nei quali la grande nautica degli yacht punta a scafi sempre più grandi. Una scelta che potrebbe significare il trasferimento di alcune di quelle aziende in altre località. Ne aveva parlato l’anno scorso anche l’ingegner Evangelisti a nome della sua Gas and Heat, impegnata su serbatoi criogenici sempre più grandi.
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C’è anche un secondo aspetto negativo: se la scelta di Firenze fosse confermata, in Darsena Toscana continuerebbero ad essere scaricati fanghi, rifiuti galleggianti, agglomerati di alghe e altro putridume dallo Scolmatore dell’Arno, che confluisce sui Navicelli proprio vicino alla foce. Proprio un bel regalo per una Darsena che continua ad essere tra i primi polmoni dei traffici portuali livornesi.
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