Colonna Infame
LIVORNO – Mettiamola così: chi non ha seguito le paginate del “caso Boccia” su tutta la stampa anche internazionale, chi non ha sghignazzato sulla disavventura del povero Giuliano (di nome Sangiuliano: di fatto forse un po’ meno San, secondo il gossip) non fa parte di questa realtà. Giuro che noi non ce ne occuperemo, anche se mi prude la penna, ricordando il detto evangelico “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”. Ho citato la faccenda solo perché le paginate dei giornali si sono occupate di corna e amanti, di ricatti, di crisi e dimissioni al governo: ma non hanno affrontato i veri temi di quest’autunno preannunciato caldissimo. Anche a Cernobbio, Gotha della finanza mondiale (o così vorrebbe essere) sul prossimo futuro delle PMI, il dibattito è cominciato…sulle grazie della signora Boccia e su chi ne avrebbe usufruito. Giusta la reazione degli imprenditori: “Ora basta, c…o!”.
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Si parla genericamente della riforma della riforma portuale, con le punte avanzate di chi propone una privatizzazione, totale o parziale, dei porti. Però sembra si stiano ignorando temi altrettanto urgenti, per la redditività dei porti, come il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei portuali. È scaduto e pare che siano state presentate richieste che vanno fino a 700 euro di aumento all’anno (+32%). Se non ci hanno raccontato una balla, le associazioni degli armatori avrebbero già sussurrato (solo sussurrato, al momento) che “la pacchia è finita” e ci sono porti del Mediterraneo efficienti e più dei nostri dove il costo del lavoro è la metà. Forse si esagera, ma l’inizio sonnolento di questo settembre non aiuta a capire. In particolare, che fine faranno gli art.17 nel nuovo ordinamento.
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Vorremmo capire anche qualcosa di più del nostro futuro in campo delle energie pulite. Da una parte si spinge sul Gnl, acclamando i rigassificatori galleggianti che stanno effettivamente dando una mano a sostituire il gas che non ci manda più la Russia (a proposito: siamo sicuri che non ci arrivi vie traverse, per esempio da Turchia ecc?): dall’altra sembra appurato che andremo ad affiancarci ai tanti paesi anche europei che puntano sull’energia nucleare, quella dell’ultima generazione, con piccole centrali “pulite” e dislocate in aree strategiche. L’impressione è che si lavori per dopodomani, mentre sul domani, anzi sul domani mattina, ancora si sia ostaggi dei vari NIMBY. Si veda la vicenda della nave rigassificatrice di Piombino, che Comune e Regione vogliono cacciare in Liguria e che la Liguria non vuole più… Intanto continua a mancare il gas dalla OLT Toscana, con la nave ai grandi lavori in Francia. Quando torna? Ed è vero che buona parte del gas in arrivo viene dagli Usa, dove è ottenuto con il contestatissimo sistema del frackling che provocherebbe danni enormi al sottosuolo?
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Un’ultima notazione, forse non originale perché altri ne hanno parlato, ma sempre significativa: in tempi incerti come questi sul futuro, sia prossimo che più avanti, bisognerebbe capire il significato del record di ordini ai cantieri per portacontenitori nuove: sia di grande, ma specialmente di media taglia. Scartata la tesi che gli armatori siano stati presi da un’ubriachezza totale per i recenti aumenti dei noli, si può solo ipotizzare che la logistica continuerà ad essere, malgrado tutte le crisi in atto e anche quelle latenti, l’asse portante dell’economia. E come diceva anche un antico Cesare: “Navigare necesse, vivere non necesse”. Un po’ esagerato, ma significativo.
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