Ricercatori sul “Mega Express Five”
VADO LIGURE – L’8 e il 9 agosto scorsi, la M/N Mega Express Five ha ospitato sei ricercatori coinvolti nel progetto Life CONCEPTU MARIS, per una “due giorni” multidisciplinare.
Life CONCEPTU MARIS, il progetto cofinanziato dall’Unione europea per la conservazione della fauna marina nel bacino del Mediterraneo, propone un approccio innovativo multidisciplinare per lo studio della distribuzione dei cetacei e delle tartarughe marine in ambito pelagico, che combina l’osservazione classica degli animali dal Ponte di Comando, con nuove tecnologie.
Ricercatori di Fondazione CIMA e Università Bicocca di Milano sono partiti dal porto di Vado Ligure con destinazione Bastia, Ile Rousse e Nizza, su tre delle rotte servite dalla Compagnia, attraversando il Santuario Pelagos e compiendo sei viaggi.
I quattro osservatori, che hanno effettuato i monitoraggi dal ponte di comando, sono stati affiancati dai due ricercatori di UniBicocca, che hanno avuto accesso ai locali tecnici.
“A bordo della Mega Express Five è stata attrezzata una postazione di ricerca per raccogliere direttamente i campioni di acqua marina e per ospitare macchinari di filtraggio e stoccaggio. Le nostre navi sono veri e propri laboratori galleggianti, che partecipano allo sforzo collettivo per la difesa del mare e della sua biodiversità e da oltre 18 anni supportano gli Enti di Ricerca nei progetti di monitoraggio, studio, formazione e analisi” afferma Cristina Pizzutti – responsabile Comunicazione e Marketing della Compagnia.
“Il primo giorno, oltre alle specie comuni, come diverse balenottere, gruppi di stenelle e tursiopi, in prossimità di Vado Ligure sono stati avvistati anche due zifi, mante e tartarughe marine Caretta Caretta, mentre nelle vicinanze della costa francese, ha fatto la sua comparsa anche un maestoso capodoglio, uno dei primi avvistamenti della stagione, tra l’emozione dell’equipaggio. I colleghi di UniBicocca si sono occupati dei campionamenti di DNA ambientale lungo tutta la tratta, con particolare attenzione durante l’avvistamento delle specie rare, come gli zifi e il capodoglio.
Le informazioni che si ricaveranno da questo innovativo approccio multidisciplinare saranno essenziali per costruire le mappe delle caratteristiche ambientali, che potranno aiutare a definire meglio la distribuzione di cetacei e delle tartarughe marine nel Mediterraneo.