Evinrude, tous ne va plus
TORONTO – Finisce definitivamente un’epoca, che per molti appassionati sembra quasi un “tradimento”. L’azienda canadese BRP ha confermato la decisione di non riprendere la produzione dei motori Evinrude fuoribordo, icone a 2 tempi dalle piccole alle massime potenze, e allo stesso tempo ha rinforzato un accordo, preso già l’anno scorso, con Mercury Marine per la fornitura di propulsori della ex concorrente americana.”
La scelta – spiegava una nota dell’azienda – “è dovuta alla necessità di reindirizzare il proprio business nel settore nautico per focalizzarsi sulla crescita dei propri marchi di imbarcazioni, con nuove tecnologie e prodotti innovativi”.
Lo stabilimento di Sturtevant nel Wisconsin (Stati Uniti) è stato già riconvertito a nuovi progetti “volti a dare ai clienti esperienze senza precedenti sull’acqua. Si parla anche di sperimentazioni avanzate di fuoribordo Evinrude totalmente elettrici, che però non sono ancora sul mercato e non si sono visti ai saloni nautici.
BRP sostiene di voler rimanere fedele alla propria strategia Buy, Build, Transform (Acquistare, Costruire, Trasformare), strategia che ha avuto inizio nel 2018 con l’acquisizione dei costruttori americani di barche Alumacraft e Manitou, seguita da quella dell’australiano Telwater nel 2019.
Da sottolineare che il canto del cigno di Evinrude sono stati gli splendidi fuoribordo (nella foto) apparsi sul mercato italiano solo un anno, nel 2022, che promettevano (e in effetti assicuravano) prestazioni esaltanti, con alimentazione a 2 tempi molto mira e controllata elettronicamente per non inquinare e per consumare meno.