Guardia Costiera verso un interfaccia unica UE

Gaetano Angora
LIVORNO – Passata la tempesta, scriveva il Leopardi, eccetera: passato un agosto rovente e in vista della piena ripresa anche legislativa e dei movimenti negli alti gradi, abbiamo chiesto al direttore marittimo della Toscana, ammiraglio Gaetano Angora, un realistico e professionale quadro sia del recente operato, sia dei progetti e programmi nelle sue competenze. Ecco l’intervista.
Ammiraglio, la Sua direzione marittima, specie d’estate, ha il notevole sovraccarico della moltiplicazione di presenze, sia in mare che sui litorali. Da tempo lo stesso comandante del Corpo ricorda che il personale delle Capitanerie andrebbe potenziato in numeri e mezzi. Come ve la passate voi a Livorno & C?
La Toscana è una regione molto attrattiva che, non solo per le città d’arte, ma soprattutto per le sue bellezze naturalistiche ed ambientali, diventa, in particolare nel periodo estivo, meta ambita di tanti turisti.
Le sue coste, le sue spiagge, i suoi mari, le isole che compongono l’Arcipelago Toscano fanno registrare quasi venti milioni di presenze turistiche, presenze che – sommate alla popolazione stanziale – naturalmente significano bagnanti e diportisti ai quali assicurare adeguati servizi di vigilanza.
È facile comprendere come questi numeri comportino da parte nostra uno sforzo non indifferente per garantire la libera e sicura fruizione di spiagge e mari.
Nell’ambito della consueta operazione Mari e Laghi Sicuri, la Direzione Marittima al mio Comando ha dispiegato un importante assetto operativo mare-terra sulla base del quale oltre 120 militari e 40 mezzi navali presidiano quotidianamente in maniera dedicata specchi di mare e litorali a tutela della sicurezza della balneazione e della navigazione, oltre che per lo svolgimento delle attività turistico-balneari nel rispetto della legge e per un pronto intervento in caso di emergenza.
Per quanto concerne i numeri, il comandante generale, l’ammiraglio ispettore capo Nicola Carlone, insieme al signor ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, senatore Salvini, sta portando avanti un fondamentale piano di ampliamento degli organici del Corpo e di implementazione dei mezzi aeronavali che certamente si tradurrà in maggiori risorse da poter destinare ai vari servizi cui siamo chiamati a beneficio della collettività. In proposito ringrazio tutte le donne e gli uomini della Guardia Costiera della Toscana che non lesinano energie e che con passione e dedizione moltiplicano il proprio impegno per sopperire alle carenze organiche che si registrano in alcuni Uffici.
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La cosiddetta transizione informatica, che ormai impera in tutto, a che punto vi può aiutare nel lavoro? E a che punto è l’informatizzazione dei vecchi registri cartacei della nautica? Riuscite (e da quando, eventualmente) a colloquiare con le altre direzioni marittime e Capitanerie, che un tempo avevano sistemi diversi e spesso incompatibili? E con le altre utenze portuali?
La transizione informatica è, per tutti, un punto di partenza e certamente agevola il lavoro delle Pubbliche Amministrazioni nei rapporti con l’utenza. L’interfaccia nave-porto e dunque il rapporto mondo imprenditoriale e armatoriale con l’Autorità Marittima e gli altri soggetti pubblici che operano per la portualità e per i trasporti marittimi non fa eccezione.
Faccio un esempio importante e lusinghiero per il nostro Paese: con il sistema telematico PMIS (Port Management Information System poi implementato in NMSW-PMIS – National Maritime Single Window) sviluppato dalla Guardia Costiera italiana – in qualità di Autorità Nazionale Competente, i dati marittimi comunicati dalle navi approdate nei porti italiani si scambiano in maniera digitale a livello nazionale attraverso l’accessibilità anche delle altre autorità competenti (Dogane, Ministero dell’Interno, Ministero della Salute, Autorità di sistema portuale, ISTAT etc.).
Il PMIS, su cui il nostro Comando Generale ha investito notevoli risorse per la sua costante evoluzione nella certezza della sua utilità e che ormai è impiegato con estrema efficacia da oltre dieci anni nel nostro Paese, ha raggiunto l’obiettivo di semplificare e armonizzare le procedure amministrative dei trasporti marittimi per le navi in arrivo e in partenza.
Questo progetto nazionale si svilupperà a partire dal 2025 anche in una dimensione europea. Infatti il Regolamento dell’Unione Europea n. 2019/1239, che entrerà pienamente in vigore nel 2025, ha previsto l’istituzione di un sistema di interfaccia unica marittima europea interoperabile (EMSWe). Con un pizzico di orgoglio sottolineo che anche per questo ulteriore step della “e-navigation”, alla luce dell’apprezzamento del buon lavoro svolto dai nostri Uffici centrali e periferici, il Governo con apposito Decreto Interministeriale dell’agosto 2023 ha affidato al Corpo delle Capitanerie di porto le funzioni di coordinamento applicative.
Saranno introdotte ulteriori procedure che semplificheranno e velocizzeranno gli obblighi di dichiarazione per le navi che attraccano, stazionano e partono dai porti dell’Unione. Sarà migliorata la competitività e l’efficienza del settore del trasporto marittimo europeo riducendo gli oneri amministrativi e introducendo componenti e servizi digitali per armonizzare i sistemi nazionali esistenti e ridurre la necessità di supporti cartacei.
Anche per quanto riguarda la nautica, negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante nelle procedure informatizzate. La creazione dello Sportello telematico del diportista e dell’archivio centrale della nautica da diporto ne sono l’esempio concreto. Certo, abbiamo dovuto profondere un notevole sforzo per l’inserimento dei dati di migliaia e migliaia di unità dai registri cartacei di navi e imbarcazioni da diporto, ma adesso è tutto informatizzato a beneficio dell’omogeneità delle procedure e della rapidità di consultazione dei dati, anche quando un’imbarcazione sia iscritta presso altri Uffici Marittimi.
Il porto di Livorno, ma non solo esso, è in continua trasformazione, qualche volta però con ritardi che per gli utenti sono inaccettabili: la soluzione per la Porto 2000, con relativo annoso trascinarsi e il comparto crociere che prende spazi anche agli altri traffici, le complicazioni nate per allargare la “strettoia” del Marzocco, i mille “caveat”, per arrivare finalmente al bando per la Darsena Europa..etc. Tutto questo, con i relativi ritardi e polemiche tra utenze, quanto complica il vostro lavoro?
Personalmente ritengo che il porto di Livorno viva la necessità di essere in continua trasformazione. Questa, del resto, è una caratteristica che devono possedere tutte quelle realtà portuali che si prefiggono di consolidare i traffici esistenti e richiamarne di nuovi.
Trasformazione significa soprattutto adeguamento ed innovazione, fondamentali non solo per l’attrattività dello scalo, ma anche per i suoi necessari miglioramenti in termini di infrastrutture e infostrutture. In uno scenario globale dove navi e linee di traffici subiscono notevoli varianti per soddisfare mercati, norme e tecnologie, un porto non può non essere al passo coi tempi.
È vero, talvolta l’utenza, sia essa intesa come imprenditoria o cittadinanza, percepisce queste trasformazioni come degli appesantimenti, ma, una volta a regime, si rilevano poi un fatto positivo per tutti. E mi riferisco anche a quegli aspetti di più stretta competenza dell’Autorità Marittima. Si, perché un porto più efficiente e più attrezzato si traduce in un porto che eleva il suo gradiente di sicurezza e assicura maggiori standard di qualità ambientali. Pensiamo ad esempio all’ormai imprescindibile sistema di elettrificazione delle banchine che sarà senz’altro capace di mitigare il problema tanto sentito delle emissioni navali.
Per quanto riguarda le crociere, sono certamente apprezzabili le politiche recentemente adottate che hanno mirato ad un potenziamento degli scali ed a rendere attrattiva la nostra città per i crocieristi. Comune e AdSP hanno sviluppato un’ottima intesa.
Sulla strettoia del Marzocco, pur tra tante difficoltà, si è trovata la quadra, e la stretta ed efficace collaborazione tra l’Autorità Marittima e l’Autorità di Sistema Portuale ha condotto alle soluzioni percorribili per lo svolgimento dei lavori in sicurezza senza incidere sulla regolarità degli accosti. È un’opera senz’altro strategica perché assicurerà, in attesa della completa realizzazione della Darsena Europa, quelle auspicate prospettive di sviluppo per accogliere navi di dimensioni maggiori che si traducono in ulteriore rilancio economico per la città di Livorno.
Tutto questo complica il nostro lavoro? Forse si, ma siamo ben lieti di profondere qualche sforzo in più per la salute del nostro porto.
Sul tema dell’Avvisatore Marittimo, che l’AdSP a mio parere improvvisamente vorrebbe di fatto cancellare, sappiamo che la Capitaneria non è d’accordo e lo ritiene un servizio importante. Si sta trovando una soluzione, o siamo alla solita foglia di fico dei rinvii?
Ho più volte avuto modo di approfondire la questione dell’Avvisatore Marittimo che pure è stato oggetto, nel corso del tempo, di nostre mirate Ordinanze.
Posso solo dire che il decreto legislativo 196 del 2005 annovera anche gli avvisatori marittimi tra i soggetti attraverso i quali si attua lo scambio delle informazioni di interesse commerciale con l’obiettivo del rafforzamento degli interventi per la tracciabilità delle movimentazioni delle unità navali nei porti.
È innegabile dunque attribuire a tale servizio una certa utilità che non si esaurisce nel mero scambio di dati tra soggetti non investiti di pubbliche funzioni e per finalità esclusivamente commerciali, ma che investe anche ambiti a rilevanza pubblicistica. La stessa giurisprudenza amministrativa più volte interpellata, pur riconoscendo la legittimità di alcune limitazioni imposte alle facoltà dell’avvisatore, ne ha riconosciuto il servizio come “un elemento del sistema porto” (seppur di natura privata).
Concludo confermando che per l’Autorità Marittima è senz’altro utile poter disporre di ogni elemento di conoscenza ed informazione relativo al traffico navale, proveniente quindi anche dalla preziosa opera dell’Avvisatore Marittimo.
Da anni si parla di Zona Logistica Integrata tra Livorno, Piombino, l’interporto e l’aeroporto. Dal vostro punto di vista può essere un aiuto o una complicazione, ammesso che ci si arrivi?
Tutto ciò che riguarda l’efficientamento dei processi è un fattore che ci vedrà sempre favorevolmente disposti ad offrire il nostro contributo.
Proprio quest’anno Livorno, con tutti i soggetti istituzionali più direttamente interessati, e mi riferisco alla Governance dell’Autorità di Sistema Portuale e a Confindustria, si è fatta promotrice di iniziative per dare ulteriore impulso al procedimento normativo volto alla sua definizione, coinvolgendo Regione, Comuni e rappresentanti del Governo per accelerare e non lasciarsi sfuggire quest’opportunità che da tutti viene traguardata come un’importante occasione di crescita e valorizzazione del territorio e del comparto industriale, prevalentemente di quello marittimo-logistico.
E qui mi riallaccio a quanto ho dichiarato in precedenza, perché è naturale che lo sviluppo di un sistema agevolato di instradamento delle merci debba poter contare su infrastrutture moderne ed efficienti che consentano l’intermodalità.
Di pari passo deve camminare la semplificazione amministrativa, che, se ben strutturata, può rappresentare un incentivo concreto, sia per le attività già esistenti sul territorio, sia per nuovi investimenti industriali.
La strategica posizione dei porti della Toscana e la loro potenzialità non ancora completamente espressa può certamente giocare un ruolo chiave per favorire nuovi insediamenti industriali, consolidare le Filiere produttive ed assicurare una logistica integrata e moderna in cui il sistema mare-strade-ferrovia è un anello fondamentale della catena.
Il nostro ruolo sarà quello di favorire e vigilare sull’arrivo e sul transito di navi e merci nel rispetto degli imprescindibili parametri di sostenibilità, legalità e sicurezza.
Un’ultima domanda più direttamente attinente alla vostra attività operativa: come vanno le cose sul fronte dei controlli alle navi sub-standard? Possiamo anche fare un primo bilancio dell’operazione Mari e Laghi Sicuri?
La ringrazio per la domanda che mi dà modo di condividere qualche dato che per noi è motivo di soddisfazione perché testimonia l’impegno continuativo ed efficace che profondiamo nell’attività di ispezione al naviglio mercantile che approda nel nostro porto, e mi riferisco, naturalmente, agli aspetti di tutela della sicurezza della navigazione, dell’ambiente e dei passeggeri trasportati.
Dall’inizio dell’anno i nostri ispettori qualificati hanno sottoposto a verifica approfondita 58 navi nell’ambito dei controlli PSC (Port State Control) che la legge affida al Corpo delle Capitanerie di porto.
È stato ottenuto il lusinghiero risultato del raggiungimento degli obiettivi ministeriali per quanto riguarda i controlli esperiti a carico di quelle unità di bandiera straniera che sono classificate “Priority 1” (ovvero quelle navi che devono essere ispezionate perché è scaduto il periodo dalla visita precedente o perché esiste un fattore prevalente) e del 100% delle verifiche alle navi “High Risk” (quelle che per tipologia o età della nave sono identificate a rischio elevato). Di queste, su 28 navi sono state riscontrate un totale di 114 deficienze e 3 sono state sottoposte a fermo poiché si sono rivelate “sub-standard” – come lei le ha correttamente definite – trovate, cioè, con presidi di sicurezza non conformi alla normativa internazionale ovvero i cui equipaggi abbiano mostrato evidenti lacune nella gestione dei vari casi di emergenza.
Per quanto riguarda l’attività legata alla tradizionale operazione nazionale “Mare e Laghi Sicuri 2024”, un primo, parziale, bilancio è senz’altro soddisfacente. Abbiamo registrato un numero decisamente inferiore di comportamenti irresponsabili in mare e molte meno infrazioni alle normative di sicurezza della balneazione e del diporto.
In Toscana, come ogni anno, abbiamo rafforzato tutti i presidi dislocati nei vari uffici della Direzione Marittima, con particolare attenzione a motovedette, battelli veloci e pattuglie a terra sui litorali. L’obiettivo era quello di assicurare con questo dispositivo una presenza vigile e continuativa per dare risposte rapide ed efficienti alle emergenze in mare e sulle spiagge. I giorni di ferragosto, in cui il maltempo ha caratterizzato la costa toscana, soprattutto quella centrosettentrionale, sono stati un bel banco di prova con la Guardia Costiera chiamata a gestire e coordinare tantissimi interventi di soccorso contribuendo a salvare tante vite.
Il nostro impegno continuerà per tutto il resto dell’estate per garantire a cittadini e turisti di trascorrere le proprie ferie al mare in totale sicurezza.
Concludo con un immancabile richiamo alla prudenza nel vivere il mare: divertimento sì, ma con buon senso ed ogni possibile cautela.
Un quadro finalmente chiaro ed esauriente. Grazie, ammiraglio, buon lavoro e auguri per il futuro suo e del Corpo.
Antonio Fulvi
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