LIBRI RICEVUTI – “Umano, poco umano” di Mauro Crippa e Roberto Girgenti
(di Antonio Fulvi)
Edizioni Piemme
Premessa: questo libo parte dalla tesi che l’Intelligenza Artificiale, l’ormai ultra-attuale IA, costituisce più un pericolo per l’uomo che un ausilio per la sua conoscenza, spirituale in primo piano.
Come tutti gli scritti a tema, il libro si fa forte della enciclopedica ricerca che i due autori hanno dedicato all’intelligenza umana e ai suoi conosciuti sviluppi, a partire dal pensiero filosofico, specialmente greco antico. Citazioni a cosa, quasi sempre azzeccate. Ragionamenti ben articolati. Oltre 200 pagine fitte fitte, con un epilogo quasi da film giallo, riferito alla Corte Distrettuale Federale di Manhattan e al concione di un avvocato specialista, che fa una gigantesca figura di m…a perché si è fidato nella sua tesi dell’IA. La quale IA gli aveva fornito una serie di sentenze a sostegno della sua tesi: sentenze con nomi, cognomi e date, ma totalmente inventate.
Dicevo all’inizio che questo è un libro a tesi: e la tesi è che l’IA può essere uno strumento, deve rimanere uno strumento, ma va tenuta sono controllo come tutti gli strumenti. E in 200 pagine si spiegano i perché.
Mi è d’obbligo avvertire chi mi legge che questo libro non è facile e va affrontato possibilmente a piccole dosi. Fa riflettere, richiama a una serie di “esercizi spirituali”, punta ripetutamente il dito sull’etica, che – cito testualmente – “l’IA è oggi in grado di aggirare facilmente”. Insomma, la lettura richiede impegno, non solo sul piano culturale ma anche su quello dei sentimenti. Ma l’IA oggi domina e non è opportuno ignorarla, lasciandola agli specialisti. I due autori del resto sono persone “normali”: uno è un giornalista di Mediaset, l’altro un docente universitario di filosofia antica. Buona lettura, se ne avete il coraggio.