Il granchio blu entra nei menù

Nella foto: Spaghetti al granchio blu a Venezia.
CAORLE – Ha provocato innegabili danni, specie agli allevamenti delle cozze e ai fondali dell’Adriatico. Eppure si sta verificando quello la natura insegna sempre all’uomo: insieme al flagello, arrivano le opportunità e si può creare nel contro-flagello.
Nella fattispecie, il contro-flagello é rappresentato dal fatto che nel granchio blu, come del resto sapevano da tempo nei suoi paesi d’origine, ha un ottimo sapore, un gusto tra quello dell’aragosta e degli stessi frutti di mare che mangia, e le sue carni sono anche ricche di fattori importanti per la salute dell’uomo. Negli USA, tanto per fare un esempio, è considerato una prelibatezza, viene servito bollito e sulle insalate.
Ci sono adesso in giro anche tante ricette, proposte dagli chef più seguiti. Per esempio si procede come si fa normalmente con il king crub o le aragoste: prima si conserva al fresco in frigo, così che resti vivo, si immerge in acqua bollente, si fa cuocere 10-15-20 minuti a seconda della grandezza, si scola una volta che diventa rosso. Poi si lascia raffreddare prima di pulirlo. Anche in questo caso, il procedimento è simile agli altri crostacei: muniti di guanti resistenti per proteggersi dai tagli, si divide in due, si estrae la polpa, si staccano e spolpano le chele con uno schiaccianoci.
Altra ricetta, un piatto di spaghetti con granchio blu, bottarga, prosecco. Ma anche un semplice spaghetto al pomodoro con il granchio blu può assicurare un figurone.
Tutto questo ancora per pochi soldi. Nonostante i rincari del granchio blu dettati proprio dalla crescente richiesta che c’è stata dopo il clamore degli ultimi mesi, il costo è tutto sommato abbordabile. Al mercato del pesce di Milano costa tra i 5 e i 7 euro al chilo.
A noi consumatori, secondo le stime recenti di portali specializzati, può costare 12-15 euro al chilo. Se si pensa che un chilo d’aragosta costa, al mercato, almeno 50 euro, si fa presto a fare bel confronto.