Politiche del Mare, avanti?
ROMA – Prendiamola come una buona notizia, quella del nuovo Dipartimento per le Politiche del Mare; anche se non sono le targhette sulle porte dei ministeri a risolvere i problemi. Però, se non altro, è il riconoscimento che per il mare, la logistica del mare la valorizzazione dell’economia del mare occorre una regia unificata. Che poi, come scrivono a Genova, alla base ci sia lo scontro partitico nella maggioranza, con lo “scippo” ai danni del ministero di Salvini di prerogative passate al ministro Musumeci “còccolo” della Meloni, fa parte delle interpretazioni e del pensar male. Che come diceva Andreotti, “è far peccato, ma spesso c’azzecca”.
Tornando ai fatti, sull’ultima Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il decreto legge 15 maggio n.63 che tra l’altro certifica la nascita del Dipartimento per le Politiche del Mare ed elenca una serie di misure urgenti anche a sostegno della pesca marittima, dell’acquacoltura e di alcuni comparti dell’agricoltura (?).
Il Dipartimento, istituito presso il ministero della Protezione Civile e Politiche del Mare, sarà strutturato con due uffici dirigenziali di livello generale e quattro uffici di livello dirigenziale non generale e avranno a disposizione una ventina fra funzionari e impiegati. Viene recepita la direttiva predisposta dal CIPOM (Comitato interministeriale per le politiche del mare).
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La direttiva indicava le procedure di coordinamento che le diverse amministrazioni dello Stato sono tenute a seguire per dar seguito alle 16 linee direttrici del Piano stesso, tra le quali figurano i porti. Ciascun ministero deve comunicare preventivamente al CIPOM gli obiettivi che intende perseguire nelle materie interessate dalle linee direttrici e a comunicare preventivamente allo stesso Comitato gli schemi di disegni di legge da sottoporre al Consiglio dei ministri, nelle materie interessate dalle linee direttrici del Piano, al fine dell’espressione, da parte dello stesso, di un parere non vincolante.
Chiaro che il CIPOM, fino ad oggi abbastanza defilato, assume un compito molto importante: quasi un super-controllore di tutto quello che riguarda le Politiche del Mare del governo.
Adesso l’organigramma c’è, la nuova targhetta su una porta anche: vedremo gli uomini e che cosa sapranno fare.
(A.F.)
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