In Liguria terremoto sui porti
GENOVA – Parlare di terremoto è riduttivo: perché gli arresti di tre personaggi al massimo livello della politica e della pubblica amministrazione ligure, sono una bomba non solo mediatica nel mondo dello shipping. Nonché una pesante macchia – sia pure con la salvaguardia di tutte le presunzioni di innocenza fino alle sentenze – nel primo porto d’Italia.
Sono stati arrestati, non solo inquisiti o preavvisati: il presidente della Regione Toti, il top-imprenditore Spinelli e l’ex presidente dell’AdSP Signorini, insieme a personaggi minori ma non meno significativi, sono accusati di corruzione e presunto voto di scambio.
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L’antimafia ha subito chiesto di metterci il naso, la Guardia di Finanza è stato il braccio operativo della clamorosa operazione.
Indipendentemente dalle valutazioni politiche ed etiche, metà Liguria è di fatto decapitata. E con essa, un brutto colpo alla credibilità di istituzioni che avevano fatto sempre di se stesse un esempio di efficienza e capacità imprenditoriale sul mare e per il mare.
A.F.
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