Parte il risico delle AdSP
ROMA – Il gioco si sta facendo duro, e come dice il vecchio proverbio, “i duri cominciano a giocare”.
Belle frasi: ma sui fatti, è ormai cominciata la corsa per le nuove presidenze delle sedici AdSP italiane, che scadono o scadranno entro la fine dell’anno.
Con una premessa tutta politica: le decisioni sussurrate oggi potrebbero essere cancellate o confermate dai risultati delle elezioni europee. Le quali elezioni conteranno nei risultati per un particolare determinante: chi condurrà il gioco, se la Lega o Fratelli d’Italia, rispettivamente con i ministeri MIT, MIF o MATTM.
L’interrogativo se lo è posto in questi giorni anche il quotidiano di Genova, da poco entrato nella galassia di MSC: il che potrebbe voler dire che si stanno già caricando i cannoni all’intero della maggioranza. Si ricorda tra l’altro che il viceministro Rixi, con delega ai porti dal ministro delle Infrastrutture, si è già visto spesso la strada minata dagli altri due ministeri.
Di recente Salvini, ministro del MIT, aveva promesso che in attesa della riforma tutte le AdSP che scadono e scadranno non avranno riconferme né nuovi presidenti, ma commissari: quasi sempre scelti tra i direttori marittimi locali.
Un caso è già sulla graticola: come abbiamo scritto, Zeno D’Agostino (Trieste) s’è tirato fuori prima della scadenza e lascia a fine mese: arriverà un ammiraglio?
Ma a Genova il giornale ricorda che sono in scadenza anche Patroni Griffi e Prete in Puglia, Deiana in Sardegna, Monti a Palermo (che si è già piazzato in Enav come AD) e Rossi a Ravenna.
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Nel citare le ulteriori scadenze, – Napoli, Civitavecchia, La Spezia, Livorno, Venezia e Gioia Tauro – il giornale genovese sfruguglia in particolare il caso Livorno. Dà per scontata la fine del mandato di Guerrieri ma pare dimenticare il discorso di Rixi sui commissari e ipotizza come successori, nell’ordine: l’attuale segretario generale Matteo Paroli, Pino Musolino da Civitavecchia e prima a Venezia e infine Andrea Agostinelli, oggi a Gioia Tauro ma livornese e molto gradito da Aponte dopo la brillante esperienza nell’hub calabro.
Il Secolo XIX chiude con l’ipotesi La Spezia: Sommariva sarebbe “insidiato” per la riconferma dalla sua segretaria generale Montaresi, anche se gli viene riconosciuta capacità e competenza.
Si sussurra però che i genovesi non abbiano gradito la recente sua uscita sul sistema “unico” da Carrara a Savona.
Ma come? Considerare Genova alla pari degli altri, che deminutio capitis….
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