Quel rischio d’essere …terrapiattisti
LIVORNO – Dell’auto che vola, e simili progetti, ne abbiamo sentito parlare e scrivere da anni; per non parlare dei fumetti, dei film di fantascienza, dove i cieli delle città sono pieni di improbabili taxi volanti. Eppure non va sottovalutata la notizia che il colosso cinese n.1 mondiale dell’auto stia per metterne in commercio tra pochi mesi un primo, efficiente modello. Sarà roba da ricchi, o da società: ma già si vedono applicazioni anche in campo navale, dove le grandi fullcontainer potrebbero esserne dotate per i più veloci spostamenti da rada a terra e viceversa. La fantasia spazia.
Dunque, non fantascienza ma la conferma che anche sul piano della tecnologia dei trasporti la Cina punta ad essere un passo avanti del resto del mondo. Con tutta una serie di derivate: economiche, sociali ma anche geopolitiche. Non dimentichiamo che già gli autobus elettrici in giro per l’Europa (con tutte le preoccupazioni dei loro incendi) sono quasi totalmente cinesi.
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Dimentichiamoci dunque la Cina del low cost, dei prodotti scopiazzati (più o meno bene), dei coolies con il codino e la valigia di cartone, carne da macello in tutti i lavori più massacranti e mal pagati del mondo.
Cina e Occidente sono ormai due realtà tecnico-economiche non solo che si confrontano alla pari, ma secondo tutti gli esperti, ormai si integrano.
La geo-politica deve tenerne conto, l’Italia per prima.
Altrimenti rischiamo davvero di doverci iscrivere ai terrapiattisti.
A.F.
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