Porta a Mare, oggi anche “I fari”

Elisabetta Arrighi
LIVORNO – Giornata “storica” quella di oggi per l’avvio della nuova edizione della ⛵⛵ Settimana Velica Internazionale di Livorno-Trofeo Accademia Navale ⛵⛵: storica perché oggi e domani si disputa il trofeo “Straulino”, dedicato allo scomparso campione olimpico della classe e grande ufficiale di marina appassionato di vela: e anche perché per la prima volta il “Villaggio tutto vela” si trasferisce nella Porta a Mare, ovvero nel mall (suggestivo centro commerciale) derivato dal recupero delle officine dell’ex cantiere navale Orlando.
Alle 18 ci sarà la con gerenza di apertura delle regate all’Accademia Navale mentre al villaggio della vela si svolgeranno eventi culturali, tra i quali la presentazione del nuovo libro della giornalista e scrittrice livornese Elisabetta Arrighi e di Biancamaria Monticelli sui fari marittimi della Liguri e Toscana.
Un libro scritto non solo con l’attenta ricerca dei particolari tecnici ed architettonici, ma anche con la passione per il mare e per le sue storie che caratterizza tutti i lavori di Elisabetta, fin da quando era responsabile dei servizi culturali del quotidiano livornese Il Tirreno. Fino alla storia dell’unica farista delle nostre coste, Lucia Capuano de Falco, una donna coraggiosa madre di 7 figli che nel lontano 1937 dovette prendere le redini del faro di Punta Imperatore ad Ischia dopo la morte del marito. Erano tempi duri in quest’isola selvaggia, la natura era un eden ma purtroppo la tecnologia era inesistente, i venti sferzavano il mare per giorni, pochi pescatori osavano solcare le onde del mare per arrivare al faro. Vivere nei fari era un’esperienza dura da gente dura: e Lucia si dimostrò all’altezza.
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Come del resto altre famiglie di faristi che ai tempi in cui era necessaria la presenza umana, seppero portare avanti impianti addirittura su piccole isole costiere, come il faro dell’isola dei Cavoli, di fronte al villaggio di Villasimius all’estremo sud-est del golfo di Cagliari: negli anni 68/0 ci vive un’intera famiglia di faresti con bambini piccoli che venivano giornalmente accompagnati in barca dal padre farista fino a Villasimius per frequentarvi la scuola. Una storia che da sola – raccontata da un mio libro “Attraverso il Mediterraneo in solitario” – varrebbe la pena di un film. (Antonio Fulvi)
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