L’àncora all’ultimo grido
Tempo di ribattezzare la barca, possibilmente con il meglio. E in fatto di meglio, l’àncora è tra gli accessori più importanti, e a volte vitali come ha sperimentato chi si è trovato a dover contrastare scarrocci e abbattute, o peggio ad affrontare rancore che eravamo sotto raffica. Le ancore degli amici – dice un vecchio proverbio – si giudicano nel tempo cattivo. Dunque, un’ancora tenace, robusta e facile da usare è fondamentale.
Ora Quick Nautical Equipment ha recentemente lanciato sul mercato una nuova serie di ancore, le Olympic Anchors, frutto di un’approfondita progettazione, realizzate con una tecnologia d’avanguardia e con materiali di qualità che assicurano – dice l’azienda – tranquillità e sicurezza anche nelle condizioni più critiche.
Le Olympic sono un’evoluzione del concetto di ancore ad aratro o CQR, e si distinguono tecnicamente per due aspetti. Innanzitutto, sono proporzionate in modo da avere un maggiore massa dove serve per esercitare una maggiore presa nel fondale, cioè nella parte anteriore della marra che, invece, nella porzione posteriore è profilata per smaltire velocemente il materiale accumulato durante il suo salpamento. Lateralmente la forma ad aratro si caratterizza per l’adozione di alette stabilizzatrici che consentono all’ancora di posizionarsi in modo ottimale, col fusto che resta sempre perpendicolare al fondale. Anche la forma del fusto delle Olympic è stato oggetto di una progettazione molto attenta per concentrare il baricentro sempre nella parte anteriore dell’ancora, contribuendo all’efficacia della presa.
Insomma, dovrebbero valere tutto il loro costo, che non è poco…