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L’Italia dei porti: semplificare e far sistema

GENOVA – I politici possono essere influenzati dalle esigenze “di bottega”.

Ci piace di più, in generale, il giudizio dei tecnici puri, dove l’analisi è legata ad esperienze, capacità di visione e di confronto.

Come dimostra anche la seguente intervista con l’ammiraglio ispettore (cp) 👤 Piero Pellizzari, già ufficiale pilota, poi comandante di direzioni marittime sempre più importanti, fino all’attuale incarico nella prima d’Italia, quella che fa capo a Genova dopo aver brillantemente retto quella di Venezia.

Piero Pellizzari

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🎙️ Mar Ligure e Alto Adriatico, i porti “ascellari”: a suo giudizio, confronto e mercati.

🗣️ “Il sistema dei porti liguri, Genova Savona e La Spezia, e quello dei porti dell’Alto Adriatico, Venezia Monfalcone e Trieste, al di là delle tante differenze dovute alla diversa morfologia costiera ed alla varietà dei traffici, presentano una caratteristica comune che li rende unici nel panorama nazionale; vale a dire la loro proiezione naturale, grazie alla posizione geografica, verso i mercati del Nord Italia, ma anche della Svizzera, dell’Austria e soprattutto della Germania e del Centro-Est Europa. Il porto di Genova è direttamente collegato al Mare del Nord attraverso il Corridoio Reno – Alpi, mentre i porti di Venezia e Trieste sono attraversati dal Corridoio Mediterraneo e Baltico – Adriatico.

Sul porto di Trieste è attestato un traffico rilevantissimo di prodotti petroliferi, che attraverso l’oleodotto transalpino serve le principali raffinerie dell’Europa centrale. Tutto questo rappresenta una grande opportunità di sviluppo, che tuttavia per essere colta necessita di grandi investimenti per garantire l’accessibilità nautica dei porti e migliorare nello stesso tempo la funzionalità delle infrastrutture e l’efficienza delle catene logistiche intermodali. 

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🎙️ Quali fattori sono più di freno alla competitività del settore marittimo?

🗣️ “Secondo gli analisti, i segnali sono al momento relativamente positivi. Nonostante le molte aree di crisi internazionale, l’economia mondiale presenta una crescita moderata, mentre l’inflazione sta nel complesso diminuendo; le tendenze alla globalizzazione persistono pur manifestando modalità per certi versi differenti rispetto al passato, e i mercati finanziari evidenziano un rialzo costante, sintomo di fiducia. Anche i noli stanno mediamente tornando in aumento, e la diminuzione degli arrivi delle navi nei nostri porti, a causa della crisi del Mar Rosso, è rimasta fino ad ora abbastanza contenuta.

In questo contesto, dove si registrano tensioni e motivi di incertezza ma al contempo permangono condizioni moderatamente favorevoli, occorre continuare a sostenere la competitività del settore marittimo attraverso la semplificazione delle procedure, sfruttando le tecnologie digitali, e la riduzione dei tempi delle operazioni portuali di imbarco e sbarco delle merci, ancora troppo lunga in confronto ai porti dell’Europa centrale. Le merci stesse devono poter viaggiare con rapidità e senza intoppi verso i mercati internazionali. In questo senso, l’accessibilità nautica dei porti dev’essere considerata come un singolo anello di una catena logistica intermodale, dove ogni elemento è ugualmente rilevante per la buona riuscita finale.

La nuova diga del porto di Genova, opera epocale che andrà ad aumentare notevolmente le capacità ricettiva del più importante scalo nazionale grazie al nuovo bacino di evoluzione ed all’approfondimento dei fondali a -18,5 metri, che consentiranno l’ingresso e la manovra delle navi di ultima generazione fino a 400 metri di lunghezza, si comprende solo all’interno di un quadro complessivo, dove giocano un ruolo altrettanto importante e complementare altre opere, come il compimento del terzo valico, l’aumento di capacità della linea ferroviaria verso Milano e l’adeguamento dei valichi alpini. 

🎙️ La crescente importanza dell’accessibilità nautica ai porti maggiori è ben compresa?

🗣️ “L’accessibilità nautica dei porti è un tema fondamentale, che coinvolge direttamente la sicurezza e l’efficienza dei traffici. L’Autorità marittima svolge un ruolo delicato ed essenziale nel garantire il giusto equilibrio tra le esigenze della sicurezza, legate alle opere di infrastrutturazione, e lo svolgimento delle attività produttive, esercitando una funzione regolatrice che facilita la gestione di interventi complessi.

A Venezia la necessità di mantenimento dei canali portuali e soprattutto il MOSE, a protezione della città e della laguna, impongono all’Autorità marittima, come a Genova, un’attenzione costante e particolare, tesa ad assicurare la gestione di un porto “regolato” estremamente complicato. Tengo a sottolineare che sicurezza ed efficienza non sono fattori antagonisti, ma componenti essenziali che sostengono entrambi la competitività del settore marittimo. Per questo è fondamentale mantenere un equilibrio sempre costruttivo ed un approccio concreto teso alla risoluzione dei problemi. 

🎙️  E anche l’importanza del fare sistema è ben compresa a livello nazionale tra gli stessi porti? 

🗣️ “Le questioni complesse dei nostri giorni devono essere affrontate in un’ottica di sistema, dove ciascuna componente deve dimostrarsi funzionale rispetto all’obiettivo comune. Tutti gli attori coinvolti, pubblici e privati, devono cooperare per individuare le soluzioni più proficue, tenendo sempre nella giusta considerazione le relazioni che legano tra loro i singoli fattori, da collocare nella giusta prospettiva e nel loro insieme.

La sostenibilità del settore marittimo, anch’esso fattore importante non solo per la tutela dell’ambiente ma anche per la competitività dei traffici – pensiamo al ritorno di immagine per le aziende che operano e innovano nel rispetto dell’ambiente – rappresenta un caso emblematico, dove la sinergia tra pubblico e privato può dare risultati altrimenti impensabili. Mi riferisco per esempio all’accordo volontario noto come blue agreement, sottoscritto da soggetti pubblici (Autorità Marittima, Autorità di Sistema portuale, Comuni costieri) e privati (le associazioni degli armatori), che viene applicato in molti porti nazionali, tra cui Genova, allo scopo di contenere le emissioni in atmosfera da parte delle navi mercantili. Oppure all’importanza degli investimenti pubblici nel settore ferroviario, in particolare nella realizzazione dell’ultimo miglio, per incrementare la quota del trasporto su rotaia, meno impattante rispetto a quello su gomma. In sintesi, solo ragionando in termini di sistema è possibile sostenere ed aumentare nel tempo la competitività dei traffici marittimi, ed il suo importante contributo alla ricchezza del Paese.”

Antonio Fulvi

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Pubblicato il
13 Aprile 2024
Ultima modifica
15 Aprile 2024 - ora: 10:07

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