L’ETS “frutta” extra-profitti allo shipping?
BRUXELLES – L’ambientalismo europeo passa al contrattacco sulla contestata applicazione degli ETS sui porti. I colossi del trasporto merci marittimo – secondo T&E – starebbero addirittura sfruttando il mercato delle emissioni di CO2 dell’UE (ETS) per aumentare i loro profitti. È la tesi di un recentissimo studio di Transport & Environment (T&E), l’associazione ambientalista europea che si occupa della logistica. L’analisi, che prende in considerazione un campione di oltre 500 viaggi, provenienti da e diretti verso i principali porti europei, dimostrerebbe come “in quasi il 90% dei casi le compagnie di navigazione stiano addebitando ai clienti costi più elevati rispetto a quelli da esse sostenuti per adeguarsi al sistema ETS dell’UE”.
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Viene riportato a mò di esempio quello del colosso danese Maersk che realizzerebbe, sempre secondo lo studio, più di 300.000 euro di extra profitti per un singolo viaggio.
Secondo T&E, quindi, le misure di compensazione economica introdotte con il sistema ETS non starebbero inducendole compagnie al boicottaggio dei porti europei. Tutt’altro: le compagnie di navigazione sembrerebbero aver trovato modo di trarne consistente vantaggio.
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Come noto, i governi dell’Europa meridionale, anche su spinta dei porti più colpiti, hanno duramente contestato la nuova tassa ambientale, temendo che l’ETS potesse allontanare i traffici commerciali dai loro porti e spingere le compagnie a scegliere scali sull’altro versante del Mediterraneo, in Nord Africa, dove gli scali sono esclusi dalle misure di compensazione per le emissioni climalteranti. L’analisi di T&E, invece sostiene che le compagnie di navigazione difficilmente eluderanno l’ETS, almeno sin quando troveranno il modo di trarne ingiustificato profitto.
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Ma l’ETS influisce sul costo delle merci?
I costi del trasporto via mare, sostiene l’associazione ambientalista – hanno un impatto solo marginale sui costi finali delle merci. Le compagnie di navigazione possono perciò addebitare costi extra ai clienti senza destare troppo clamore.
Vero, esagerato, totalmente e falso?
Secondo T&E, anche le misure climatiche più audaci aggiungerebbero soltanto pochi centesimi al prezzo finale della maggior parte dei beni di consumo, come un casco di banane, un paio di scarpe da ginnastica o una televisione. Un’opinione che, come sappiamo, è tutt’altro che condivisa dal mondo della logistica.
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