La giornata dell’acqua

Nella foto: Vista laterale della donna felice in vasca.
NEW YORK – Il 22 marzo si è celebrato la Giornata mondiale dell’acqua. Istituita nel 1992 dalle Nazioni unite (Onu), il world water day si pone l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni mondiali e l’opinione pubblica sull’importanza di ridurre lo spreco di acqua “e di assumere comportamenti volti a contrastare il cambiamento climatico.”
La situazione idrica non è uguale, ovviamente, in tutto il mondo. In Italia pesa in particolare la vetustà degli acquedotti, molti dei quali risalgono ancora – sia pur con successivi interventi – all’impero romano. Si legge che dei 9,19 miliardi di metri cubi che corrono negli acquedotti, solo 5,7 circa arrivano al rubinetto, con uno spreco di 157 litri al giorno per abitante.
È una perdita importante e in più oltre della metà dell’acqua usata in Italia è destinata all’agricoltura, che a sua volta non sempre la utilizza in modo razionale. L’Italia spreca tanta acqua in un anno che potrebbe soddisfare il fabbisogno di 43 milioni di persone, secondo l’Istituto nazionale di Statistica.
La campagna mondiale dell’acqua ha inteso sensibilizzare non solo le istituzioni ma anche ogni singolo cittadino ad evitare gli sprechi. Un piccolo ma significativo esempio: tenere chiuso il rubinetti quando ci si lava i denti comporta il risparmio di almeno un paio di litri d’acqua potabile. E una doccia consuma almeno cinque volte di meno che un bagno in vasca, sia pure (nella foto) campione di relax.