Bioraffineria ENI, ma quando?
LIVORNO – Il cambio epocale di destinazione della ex raffineria dell’ENI, ormai tagliata fuori dalle produzione storiche, è stato oggetto di un tavolo di analisi a palazzo comunale tra i Comuni di Livorno e Collesalvetti e sindacati,” per una verifica congiunta delle novità relative agli annunci della direzione dell’azienda sulla conferma della realizzazione della Bioraffineria e del nuovo assetto produttivo dello stabilimento”. Un passaggio che è stato preceduto, come è stato più volte scritto, anche da ipotesi diverse, come quelle di usare le aree annesse alla ex raffineria come polo logistico: soluzione vista con preoccupazione dai terminal portuali e dallo stesso interporti Vespucci di Guasticce, perché poteva minacciare la nascita di un conflitto di competenze locale.
Cambiato l’indirizzo verso la Bioraffineria, si apre adesso il doppio problemi tema dei tempi di realizzazione del personale. All’incontro in Comune a Livorno sono intervenuti i sindaci di Livorno Luca Salvetti e di Collesalvetti Adelio Antolini, l’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Livorno Gianfranco Simoncini e del Comune di Collesalvetti Sara Paoli. Presenti FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILTEC, le rappresentanze delle RSU di ENI e del Coordinamento delle Ditte dell’indotto di ENI.
“Da parte dei sindaci e dei rappresentanti dei lavoratori – si legge nel rapporto – è stata espressa soddisfazione per il risultato ottenuto per l’investimento sulla bioraffineria, che consente di garantire un futuro di lungo periodo allo stabilimento di Livorno dopo i rischi paventati negli anni passati di riduzione a solo polo logistico con gravi ricadute sull’occupazione”.
Al tempo stesso, come ha spiegato l’assessore Simoncini, è stata sottolineata l’esigenza di monitorare la questione occupazionale soprattutto in relazione alle eventuali problematiche dell’indotto nella fase di transizione verso la bioraffineria, vista la chiusura della linea dei lubrificanti.
L’obbiettivo di tutti è di garantire gli attuali livelli occupazionali e ulteriori garanzie sui prodotti.
L’incontro si è concluso con l’informazione che le organizzazioni sindacali dei chimici chiederanno un tavolo di confronto al Ministero a Roma sulle prospettive dell’Eni dopo il 2027; e con la volontà da parte del coordinamento sindacale di chiedere un incontro in sede regionale per una valutazione sulle ricadute per l’indotto.