ITA, conti quasi OK, si riparte
ROMA – La notizia è da prendere con le molle, dopo tante delusioni (e tanti costi sui contribuenti). Ma a quanto pare la compagnia aerea ITA, nata dalle ceneri (e dai debiti) di Alitalia, sta cominciando a fare cassa e produrre utili.
Dall’ultimo rapporto presentato dal direttore generale Andrea Benassi.
Secondo il rapporto, la compagnia “non brucia più cassa” ma ha 450 milioni di euro come riserva, poco meno di 50 milioni in più rispetto al 2022. Tutto questo al netto delle forti spese supportate per il rinnovamento da parte della flotta, con l’eliminazione di alcuni dei vettori meno attuali, nuovi contratti di leasing e nuove linee di credito.
Oggi ITA ha 83 aerei, di cui 39 di ultima generazione. Nei prossimi mesi ne arriveranno un’altra dozzina, tutti di ultima generazione, con vantaggi anche sul piano dei consumi e della comodità a bordo.
Sul piano dei risultati concreti, ha ripreso a crescere, dopo il drammatico calo degli anni scorsi tutto a favore dei vettori stranieri low cost, anche la quota di mercato interno, arrivata a sfiorare ben 20% (+2,3%). In crescita anche la percentuale sul mercato internazionale, con l’8% circa (+2,1%). Nel 2023 hanno volato su ITA 15 milioni di passeggeri (+50%) e il fattore di riempimento degli aerei ha raggiunto il 79%, un nuovo record positivo. I ricavi sono saliti a 2,4 miliardi di euro, di cui 300 milioni anche nel settore cargo.
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Se quest’anno gli indici di crescita si confermeranno, il salvataggio della vecchia e sgangherata Alitalia con la nuova ITA (di cui è atteso il perfezionamento del matrimonio con Lufthansa) sarà completato.
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