Carrara e relitti inquinanti
CARRARA – Come temporaneo deposito si: come sito per relitti permanente di plastica – una plastica indistruttibile e che richiede alti costi per lo smaltimento. Proprio no. È la voce che si è alzata in questi giorni a Carrara, anche attraverso un reportage di “Daily Nautica”: sono passati quasi 6 anni dalla mareggiata record che il 29 ottobre 2018 colpì il litorale ligure provocando ingenti danni nel porto “Carlo Riva” di Rapallo. I lavori per la rimozione delle barche affondate o semiaffondate cominciarono subito e coinvolsero anche altri porti. Una sessantina di scafi danneggiati dalla mareggiata erano stati infatti trasferiti a Carrara, in un terreno di 4 mila metri quadrati in viale Zaccagna. Sebbene fosse soltanto una misura provvisoria, con il passare dei mesi e degli anni la situazione non è cambiata e all’interno dell’area restano ancora circa cinquanta relitti abbandonati.
*
Il reportage continua ricordando che il primo tentativo di sgombero era avvenuto nel 2021 quando l’ex sindaco di Carrara, Francesco De Pasquale, aveva emesso un’ordinanza che incaricava i proprietari delle imbarcazioni di provvedere alla rimozione e smaltimento dei relitti.
A parte pochi casi, la maggior parte degli armatori ha però ignorato il provvedimento. A ottobre 2021 il Comune di Carrara aveva deciso quindi di prorogare il termine assegnato per la rimozione al 30 giugno 2022. Ne è seguita una seconda ed una terza proroga, quest’ultima concessa dall’attuale sindaco Serena Arrighi, che rimandava il termine delle operazioni al 28 febbraio 2024.
A ridosso di quest’ultima scadenza, il porto di Rapallo ha fatto un’ulteriore richiesta di proroga di 8 mesi, cioè fino a settembre 2024, sulla base di una presunta stima dei tempi necessari per rimuovere tutte le imbarcazioni. Ma il sindaco Arrighi questa volta ha risposto che non concederà nessun rinvio fino a quando le imbarcazioni non cominceranno a essere portate via in maniera sistematica.
È da diverso tempo, infatti, che il Comune di Carrara denuncia questa situazione che rischia di avere ripercussioni anche di carattere ambientale e commerciale, visto che i relitti occupano attualmente un’area strategica per la città, che si trova proprio a ridosso del porto di Marina di Carrara.