Pensar male
LIVORNO – Come sempre, quando arriva lo scaricabarile è sempre l’ultimo anello della catena a buscarne. Che abbia o meno le colpe, gli tocca. Così sulla paradossale vicenda della Darsena (o Piattaforma, come Guerrieri ottimisticamente continua a chiamarla) Europa: vent’anni e più di discussioni, di scontri, di distinguo, di eclissi (ma anche del lavoro di cui correttamente ci scrive il presidente da Palazzo Rosciano) sono in questi giorni sotto tiro: ma la merda nel ventilatore, come dicono i raffinati, colpisce solo chi è più vicino. Dobbiamo dare atto a Palazzo Rosciano che è così.
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Proviamo a guardare oltre. Alle considerazioni che abbiamo fatto la settimana scorsa, ne aggiungiamo una altrettanto significativa: il traballante “sì” della Regione Toscana al progetto, propedeutico alla VIA del Ministero, non ha aiutato: è sembrato, come abbiamo titolato in 1° pagina, un “ni” per tingersi di verdismo ad usum delphini. Ma perché la Regione non si è fatta sotto con il Ministero per premere, per sollecitare e al limite per concordare questa benedetta VIA? Da quello che ci risulta, il viceministro ai porti Rixi ha ripetutamente proposto – attraverso operatori livornesi al di sopra di ogni sospetto – un confronto con Firenze. “Telefonatemi, verrò a Livorno o a Firenze e faremo il “punto” avrebbe detto. Risultato? Il deserto dei tartari. Firenze non chiede al governo – dicono quelli che pensano male – perché il governo non è dello stesso colore di Firenze. E la Darsena Europa finisce nei fondi di magazzino. Non pervenuta.
Pensano male? Diceva il divo Andreotti che chi pensa male fa peccato, ma quasi sempre ci azzecca.
(A.F.)
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