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Una gara per ogni pètalo?

ROMA – L’interrogativo se lo stanno ponendo a Roma, in ambito Ministero delle Regioni: perché ad oggi buona parte delle gare indette dalle Regioni – per loro competenza di legge – per i servizi dei traghetti della “contiguità territoriale” sono andate deserte o annullate?

Prendiamo il caso della Regione Toscana.

La compagnia regionale Toremar, che ha quasi cinquant’anni di vita e da quasi venti è gestita da un ramo del Gruppo Onorato, è al centro di una consultazione aperta da Firenze tra gli utenti, le istituzioni, i sindacati e le AdSP: consultazione sulla quale abbiamo riferito, propedeutica – come già scritto – al rinvio di un anno della scadenza della concessione. In vista della scadenza prorogata al 31 dicembre 2024, la Regione intende recepire le direttive UE che sono più restrittive, esattamente come hanno fatto in Liguria, in Sicilia e in Calabria.

Risultato?

Gare fallite, perché nessun armatore – ricordiamo il caso di Caronte & Tourist per le isole minori sicule – ha ritenuto le condizioni di gara accettabili.

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In Toremar ovviamente non parlano: di quanto è stato anticipato a Firenze si stanno occupando fior di legali, esperti di shipping e amministrativi.

Ma la proposta di arrivare (eventualmente soltanto?) a una gara per ogni linea di traghetti – sono servite sette isole, come i sette pètali del bel logo della Toremar – se in linea teorica può essere valida, in linea pratica pone una moltiplicazione di burocrazia, di controlli, di “caveat” vari.

Dando per scontato, dicono gli esperti, che già un’unica gara può e deve differenziare le caratteristiche del servizio a seconda delle isole: un cosa è collegare l’Elba, piccola isola/continente – altra è la deserta Pianosa, altra ancora è la turistica Giglio rispetto alle lontane e difficili Gorgona e Capraia.

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Infine c’è il fattore navi. Quelle in servizio oggi sono risultate a ogni controllo efficienti e rispettose delle normative, ma rimane il tema del “green washing”, ovvero dei carburanti utilizzati: perché su navi di queste dimensioni e di questa struttura, difficile pensare a carburanti davvero green senza dover rivoluzionare la stessa tipologia.

Il cold ironing?

Se sarà disponibile a Livorno tra qualche anno, assurdo credere di poterlo avere a Capraia o a Rio Marina.

Il gas GPL?

Idem.

Morale: in chiave pragmatica, è difficile pensare anche a una sola parte della flotta da sostituire in tempi brevi. Vero che la gara dovrebbe valere per 15 anni, ma logica richiederebbe che si stabilissero “step” di aggiornamento pluriennali, però senza volerli già inchiodare alle tecnologie prevedibili d’oggi. Che domani o dopodomani potrebbero già risultate obsolete o peggiorative.

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La gara per la Toremar sarà, in sostanza, una cartina di tornasole per il servizio della contiguità territoriale: tenendo conto del fallimento di altre gare regionali, ascoltando non solo la politica ma anche – o soltanto – la tecnica. Non semplice né facile. Ma dobbiamo fare bene: ricordandosi che spesso il meglio è nemico del bene. 

(A.F.)

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Pubblicato il
18 Novembre 2023
Ultima modifica
20 Novembre 2023 - ora: 13:52

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