Leggi e restrizioni, perché sempre punitive?
In tempi di revisioni anche profonde delle normative, come quelli attuali anche sotto la pressione dei (troppo?) solerti commissari Ue, molti cittadini si sentono vessati nei loro diritti. Come Carlo Z. (ci chiede di non pubblicare il cognome) che scrive:
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Non voglio farne una questione politica, ma i provvedimenti di legge annunciati sulle nuove tasse negli affitti brevi mi hanno molto deluso.
Tanti anziani come me hanno investito il lavoro di una vita sul mattone, come si predicava un tempo, per avere da qualche modesto affitto un’integrazione delle sempre magre pensioni.
Ed ecco la nuova stangata a tradimento.
Capisco che i bilanci del paese soffrono, ma perché colpirono e non i grandi gruppi immobiliaristi?
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Certo, come si fa a non capire il pensionato Carlo? Anche considerato che chi affitta due o tre mini appartamenti non è in genere un nababbo, ma un anziano che ci ha investito spesso facendo sacrifici… Ma siamo alle solite: quando si varano leggi sul prelievo fiscale, è impossibile tener conto dei singoli casi. È come la peste descritta dal Manzoni secondo il quale il personaggio di Don Ferrante moriva declamando “A chi la tocca, la tocca”. Per il bene comune? Almeno così si spera. Si veda la vignetta del celebre umorista Hart della serie Gli Antenati.
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