🐈 Il colore del gatto 🐈
GENOVA – 🗣️ “Le scelte strategiche infrastrutturali devono essere nazionali, mentre il lavoro delle comunità che ospitano le attività portuali deve essere concentrato sulle attività che interferiscono con i territori sede di porto”. Il presidente di Assiterminal, l’associazione dei terminalisti italiani, 👤 Luca Becce, aveva già ribadito la sua idea nel dibattito a palazzo San Giorgio sulla riforma della portualità nell’ambito della Genoa shipping week.
Le scelte strategiche sulla portualità, per i terminalisti devono essere improntate a un investimento forte sull’intermodalità.
🗣️ “Lo Stato deve sapere cosa vuole fare delle proprie infrastrutture – ha ribadito Becce – e collocare gli investimenti funzionali ai porti che devono essere sviluppati; e le imprese manifatturiere devono avere un approccio culturale diverso, puntare anche sulla logistica”.
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Per Assiterminal, il nodo focale oggi riguarda le Autorità di Sistema Portuale. 🗣️ “Invece che andare in una direzione di snellimento e maggiore efficienza – ha accusato Becce – siamo andati ad una ulteriore burocratizzazione. Il problema non è fare i porti società per azioni o no, ma che si torni all’impostazione iniziale della legge 84/94: cioè società pubbliche gestite con una logica privatistica”. E la riforma – ha ribadito ancora una volta Becce – deve essere “il più possibile condivisa uscendo dalla logica maggioranza-opposizione”.
Insomma, ricorrendo all’immortale messaggio del libretto rosso di Mao Tse Tung: “Non interessa il colore del gatto, interessa che prenda i topi”.
Sbagliato?
(A.F.)
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