Port&Shipping la chiusura sui “green”
GENOVA – L’ultima giornata per Port&ShippingTech, dedicata alla transizione energetica con la sessione dal titolo Green Ports&Shipping summit, ha chiuso degnamente i lavori di questo evento, per molti aspetti diventato eccezionale. Al centro del dibattito di venerdì scorso la decarbonizzazione e gli obiettivi europei del 2050.
I lavori sono stati aperti da Mario Sommariva, presidente dell’AdSP Mar Ligure Orientale che ha sottolineato l’importanza strategica del comparto marittimo nel passaggio a un economia carbon neutral: l’industria navale e portuale sta investendo in tecnologia e digitalizzazione per accelerare il passaggio all’e-fuel.
Manuela Tomassini dell’EMSA – European Maritime Security Agency ha illustrato come l’agenzia UE rappresenti un supporto per lo sviluppo, l’implementazione e il rispetto della legislazione europea per la decarbonizzazione. È seguita la presentazione di uno studio condotto da RINA in collaborazione con Assarmatori e Confitarma, in cui si evidenza come lo shipping italiano sia molto virtuoso nel processo di transizione energetica e rappresenti un traino anche per altri settori. “Bisogna lavorare in concerto per raggiungere gli obiettivi ambiziosi per il 2050.” Ha affermato
Maria Garbarini di RINA.
Non mancano le criticità, soprattutto da un punto di vista legale. Secondo Luca Brandimarte di Assarmatori Shipowners Association, (ne riferiamo in questo stesso numero) l’attuale normativa rischia di incidere negativamente su sicurezza e competitività dello shipping italiano.
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Rafael Schmill di PwC Strategy& ha analizzato presente e futuro della transizione, partendo dal Gnl. In Europa abbiamo 45 bunker vessel per il rifornimento, i depositi e le infrastrutture sono pronte. Secondo PwC gli scrubber non sono però una soluzione sufficiente, è invece fondamentale l’efficientamento ed è molto promettente la ricattura della CO2 anche perché il costo di nuovi combustibili è ancora poco competitivo e le catene di produzioni molto immature.
Nell’intervento di Federchimica-Assogasliquidi si sottolinea come il GNL non sia un vero prodotto di transizione ma, in particolare tramite la sempre più crescente disponibilità di bioGNL, abbia un enorme potenziale nella riduzione delle emissioni per traguardare gli obiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2050 ed oltre. Secondo le proiezioni, al 2050 la flotta di nuove navi a GNL sarà dominante con una quota del 32% del mix della flotta globale. Al Maritime LNG & Seaenergy è stata dedicata la sessione finale dell’evento.
Umberto Masucci, presidente di The International Propeller Clubs, ha infine dato appuntamento alla Naples Shipping Week per la settimana del 30 settembre – 5 ottobre invitando tutto il cluster internazionale dello shipping al più importante appuntamento di networking del Mediterraneo.
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